INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

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giovedì 21 gennaio 2010

Il blocco attraverso Numero Verde delle carte Bancomat e similari va bene! Ma la trasparenza nei confronti dei legittimi titolari è d'obbligo!

Per vedere gli allegati 2,3 e 4 cliccare sul titolo del post (di colore verde)

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
Via xxxxxxxxxxxxxxxxxx
22070 Locate Varesino (CO)
Tel. xxxxxxxxxxxxxxxxx

Spett.le
Procura della Repubblica
C/o Tribunale di Como
Viale Lorenzo Spallino
22100 COMO

Cancelleria Penale


Locate Varesino lì, 21 gennaio 2010

DENUNCIA/QUERELA



Io sottoscritta xxxxxxxxxx, nata ad xxxxxxxxx il xxxxxxxx, e residente a Locate Varesino in Via xxxxxxx, soggiornante in Italia dal 24/12/1997 con regolare permesso di soggiorno con scadenza a marzo dell’anno 2011, convivente dal 24/12/1997 con il sig. Aprile Bruno, nato a Piacenza il 26/08/1960, residente a Locate Varesino allo stesso domicilio, così come risulta dai certificati anagrafici di detto Comune (stato di famiglia e certificato di residenza);

SPORGO

DENUNCIA/QUERELA contro ignoti per ipotesi di appropriazione indebita, uso improprio di dati personali e furto di identità ai sensi degli artt. 494 e 496 del codice penale.

I FATTI

Avevo richiesto ed acquistato una Carta PostePay n. xxxxxxxxxxxxxx, emessa in data 19/11/2007 da Poste Italiane, tramite l’ufficio sito in Milano n.xxxxx (come risulta dallo stampato rilasciatomi dall’ufficio postale di xxxxxxxxxx in data 19/01/2010), ed intestata alla sottoscritta.

Il mio convivente, sig. Aprile Bruno, mi caricava la suddetta carta, per far fronte alle normali spese quotidiane, utilizzando il servizio Banco Posta Online, essendo egli titolare di un conto corrente Banco Posta ed effettuando ogni pagamento tramite il suddetto strumento fornito da Poste Italiane, al costo di 1 euro per ogni ricarica.

Circa un mese fa, ma non ricordo con esattezza, il mio convivente, durante una delle normali operazioni di ricarica effettuata da casa nostra in tarda serata, mi faceva notare dalla schermata del portale Banco Posta Online che l’operazione di ricarica non poteva essere eseguita in quanto la carta risultava disattivata.

Il mio convivente mi disse di avere chiesto delucidazioni alle Poste Italiane utilizzando l’apposito

Form per contattare Poste Italiane, dallo stesso portale Banco Posta Online, scrivendo al Servizio Clienti una richiesta di chiarimenti e selezionando, come opzione indicata nello stesso Form, che la risposta gli fosse inviata tramite posta elettronica.
(N.B. Le comunicazioni da Banco Posta al Cliente avvengono attraverso un canale particolare ed interno al portale Banco Posta Online, nella sezione posta elettronica, Comunicazioni Banco Posta).

Il giorno successivo il mio convivente mi comunicava che Poste Italiane lo avevano contattato telefonicamente, anziché via posta elettronica come egli aveva scelto, dicendogli che la Carta era stata bloccata attraverso il Numero Verde di Poste Italiane, ovvero telefonicamente.

Il mio convivente, stupito, mi disse di avere discusso parecchio con l’operatore che lo aveva chiamato, chiedendogli come era possibile sapere chi aveva telefonato per bloccare la Carta, dato che una simile operazione è consentita solo al titolare stesso della Carta PostePay, dubitando che fossi stata io, ed inoltre chiedendo anche, visto che anche lui possiede una carta PostePay ed una carta Postamat, che garanzie dà Poste Italiane nel caso in cui la richiesta telefonica attraverso il Numero Verde fosse effettuata da persona diversa dal titolare della Carta.

La risposta dell’operatore fu che “chi riceve la richiesta telefonica chiede tutti i dati identificativi del chiamante e che la telefonata viene registrata”. Su dette dichiarazioni il mio convivente chiedeva all’operatore, infine, come poteva il titolare della Carta, che non ha effettuato la chiamata, entrare in possesso dei dati identificativi del chiamante e della registrazione della telefonata, al che l’operatore gli rispondeva che “occorreva un ordine della Magistratura”.

Recatami in data 19/01/2010 presso l’ufficio postale del xxxxxxxxxx, ovvero di xxxxxxxxxxxxx, l’unica spiegazione ed informazione ottenuta è stata uno stampato (allegato 1) che dice solamente che la Carta risulta bloccata e che non è sostituibile. L’addetta all’ufficio voleva addirittura che le consegnassi la carta perché fosse tagliata in due.

Non ritenendo logica e giusta tale richiesta, perché non ho avuto esaustive risposte dell’accaduto, né dal mio convivente che aveva contattato Poste Italiane e nemmeno dall’ufficio Postale di xxxxxxxxx, ho trattenuto la MIA carta (allegato 2).

Nello stesso giorno (19/01/2010) il mio convivente inviava nuova richiesta scritta, attraverso lo stesso Form utilizzato precedentemente nel portale Banco Posta Online (allegati 3,4 e 5), facendo riferimento alla volta precedente e scrivendo di ricevere risposta via posta elettronica, come già richiesto la prima volta.

In data 20/01/2010 il mio convivente mi informava di avere ricevuto una chiamata telefonica da Poste Italiane sul suo cellulare, in risposta a quanto sopra, con numero nascosto, fra l’altro, dicendomi di avere chiesto all’operatore che ogni cosa gli fosse comunicata per posta elettronica come richiesto per ben due volte, senza nemmeno sentire ulteriori commenti e terminando così la conversazione con l’operatore del Servizio Clienti Poste Italiane.

Alla luce di quanto esposto;

CHIEDO

con fervida preghiera che codesta Illustrissima Procura della Repubblica ordini innanzitutto a Poste Italiane di farmi entrare in possesso della registrazione telefonica e dei dati della persona che ha chiesto telefonicamente il blocco della mia carta PostePay, se questo fosse il motivo che ha causato il blocco della carta, affermando categoricamente che questa persona non sono io;

e che:

come previsto dalla Legge, chi si è impossessato del numero della MIA carta PostePay senza averne alcun titolo, non avendomelo richiesto, ed ha effettuato la telefonata, che non aveva alcun titolo per poterla effettuare, usando impropriamente tale numero per crearmi un danno, spacciandosi per me, poiché nessun altra persona, oltre a me, avrebbe potuto richiedere il blocco della MIA carta, telefonicamente, chiamando il Numero Verde delle Poste Italiane,

venga punito per gli eventuali reati di appropriazione indebita, uso improprio di dati personali e furto di identità ai sensi degli artt. 494 e 496 del codice penale.

Riservandomi di estendere la presente DENUNCIA/QUERELA a Poste Italiane, qualora si ravvisasse una negligenza, da parte della suddetta Società, nella custodia dei miei dati personali, quindi in violazione delle Legge sulla riservatezza e tutela dei dati personali.


SEGNALO

Come testimone dei fatti, il mio convivente sig. Aprile Bruno, residente a Locate varesino in Via Cadorna, 2 – tel. 3472954867, che sottoscrive anch’egli la presente denuncia/querela;

ALLEGO


1) Copia dello Stampato dell'ufficio postale di xxxxxxxxxxxxxxx
2) Copia della carta PostePay bloccata
3) Copia dell'immagine flash della schermata relativa al Form compilato dal mio convivente nel portale Banco Posta Online
4) Copia dell'immagine flash della schermata relativa alla conferma del testo compilato dal mio convivente nel Form del portale Banco Posta Online
5) Copia dell'immagine flash della schermata relativa alla conferma di messaggio inviato attraverso il Form, compilato dal mio convivente, nel portale Banco Posta Online

CHIEDO

Inoltre di essere informata dell’eventuale archiviazione della presente denuncia/querela ai sensi degli articoli 408, 409 e 410 c.p.p.

Con osservanza

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx _____________________________________


Bruno Aprile ______________________________________________________

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