INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

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lunedì 5 aprile 2010

La sola Democrazia Rappresentativa - Colossale Fallimento

Credo/Spero di aver contribuito a chiarire, con questa risposta in un evento da me creato su FB ad un commento che condivido in pieno, la soluzione più percorribile onde rivendicare la sovranità dei cittadini e frenare la partitocrazia e l'egemonia dei pochi eletti.


http://www.facebook.com/event.php?eid=109389102424129 - Commento iniziato da (...omissis...) - Ven alle 10.57
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Caro (...omissis...) guarda che sono perfettamente d'accordo con te sai? Poiché iniziai un'attività messaggistica a 360° su tutta la Rete quando entrammo nel terzo millennio denunciando l'inapplicazione dei principi Costituzionali o la cattiva legiferazione (in applicazione di essi).


Tuttavia credo che la massa popolare sia talmente disunita grazie a i partiti che operano colossali inciuci da decenni (divide et impera) che ritengo più percorribile la strada del Dlgs 267/00 per iniziare un controllo sulle rappresentanze elette.


A livello locale c'è più possibilità di contatto sia con la cittadinanza e sia con l'amministrazione eletta locale, specie nei piccoli comuni, dove con un po di buona volontà di pochi si può iniziare un lavoro di informazione e di coinvolgimento volto ad affermare la vera sovranità del cittadino anzichè dell'eletto.


Tutto quì...


Bisogna in qualche modo cercare di valorizzare (come dice l'art. 8 stesso della legge citata) la partecipazione popolare alla politica ed all'amministrazione della cosa pubblica... poichè la sola rappresentanza eletta in 63 anni si è dimostrata un vero fallimento al raggiungimento del traguardo prefigurato nella Costituzione stessa.


Per forza!


Manca l'elemento complementare ovvero la Democrazia Diretta.
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Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267
"Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali"
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 - Supplemento Ordinario n. 162


Articolo 8


Partecipazione popolare


1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all'amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.


2. Nel procedimento relativo, all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita' stabilite dallo statuto, nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.


3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonche' procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresi', determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresi', previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.


4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali.


5. Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203, e al decreto legislativo 25 luglio 1999, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell'Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.


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Aggiungo ora... infine che nelle realtà locali con non troppi abitanti non occorre l'ausilio e la necessità dei grandi mezzi di informazione (Rai, Mediaset, Corsera, Repubblica, etc. etc. tutti asserviti alla Casta) perché un giorno a settimana lo si può sacrificare per informare la cittadinanza locale e spronarla alla partecipazione con qualche banchetto, gazebo, volantinaggio, speakeraggio e raccolta firme. Facessero così tanti gruppi in ogni Comune sotto la stessa organizzazione di cittadini coordinata da un Direttivo nazionale sarebbe una rivoluzione colossale (legittima, nella più assoluta legalità e senza alcuna forma di violenza).... A MENO CHE LA VIOLENZA NON GIUNGE DALLA PARTE DI CHI GOVERNA. (In tal caso sarebbe legittima anche ogni rivoluzione violenta :-)

Bruno Aprile - Locate Varesino (CO) - 4 aprile 2010

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