INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

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martedì 29 novembre 2011

Bisognerebbe che...

Ormai sono 12 anni che navigo in rete internet, e di discussioni ed opinioni su blog, newsgroup (agli inizi usavo molto i newsgroup), forum, e recentemente Facebook, ne ho lette e partecipate parecchie.

Quando una persona vuole comprendere quali possano essere, più che le opinioni, che da sole valgono fino ad un certo punto, le azioni pratiche o concrete che si possono fare per raggiungere un determinato scopo, e si rende conto che certi scopi si raggiungono con la partecipazione attiva di più persone, non deve fare altro che trovare e capire quali possano essere le persone disposte ad agire, più che chiacchierare e scambiarsi opinioni.

Una persona che vuol comprendere quindi discute, domanda, confronta le risposte, SE GIUNGONO !, coglie ogni occasione per conoscere le opinioni altrui, perché ha un obiettivo in mente che sa di raggiungere solo con la partecipazione di altre persone.

Una persona del genere, prima o poi, comprende anche molto facilmente, quale è l'attitudine di una popolazione.

Anch'io, come tutti, sono stato spensierato e non mi interessavo minimamente di politica e di chi e come veniva governato il paese in cui sono nato e vissuto. Come tutti i giovani, pensavo solo a divertirmi e che i miei genitori mi provvedessero tutto il necessario per vivere, possibilmente accontentandomi in tutti quelli che erano i miei desideri di ragazzo.

Tuttavia ho cominciato a chiedermi, visto che ho attraversato momenti brutti nella vita, perché dovevano esistere certe situazioni per molte persone e per molte famiglie. Da allora ho cominciato ad interessarmi di politica e da quando ho iniziato ad interessarmene ho compreso che qualcosa non funzionava nella politica. Quando poi ho letto ATTENTAMENTE la Costituzione italiana... in particolare l'art. XVIII delle disposizioni transitorie e finali, non ho fatto molta fatica a comprendere cosa non funzionava nella politica. E non è una questione di particolare intelligenza... ne sono certo !

Con l'intensa attività descritta all'inizio ho compreso cosa non funziona nella politica (e lo sto dichiarando apertamente in questo mio blog) ed ho anche compreso quale è l'attitudine degli italiani che so, per certo, nella stragrande maggioranza di essi, sono della stessa idea... che la politica non funziona.

Come ripeto chi fa domande e propone prima o poi comprende anche senza ricevere riscontri quale sia l'attitudine delle persone che contatta direttamente o indirettamente in qualche modo e come ho più volte ripetuto se la politica in Italia è quella che è la colpa è solo degli italiani, che non posso fare a meno di definire col termine "italioti".

L'italiano è un lamentatore nato (per così dire) ed oltre alle chiacchiere non va. Quando leggo discussioni o partecipo a discussioni su qualsiasi tema sento sempre qualcuno che dice:
"Bisognerebbe che... fosse, facessero, introducessero, capissero, etc." ma pare che nessuno (nel senso che sono molto pochi) si renda conto che quel "bisognerebbe che" rimarrà un condizionale eterno fino a che a comandare saranno pochi furbastri (di discutibili competenze ed onestà).

Ognuno ha diverse opinioni in qualsiasi campo, perché magari ha competenze in quel campo... ed è proprio per tali competenze che esprime il suo "bisognerebbe che... etc., etc." 

In realtà l'italiota (parlo sempre in generale) a prescindere dalla sua età, cultura, ceto sociale, aspetta sempre, come quando ero ragazzino anch'io, che qualcuno faccia qualcosa al suo posto. Delega sempre ad altri, e qui entra in gioco la politica, aspettando da questi chissà quale manna dal cielo. Il bello è che è sempre poi pronto a criticare chi è delegato.
Fanno bene i politici a sfruttare gli italioti, a questo punto... e forse fanno anche bene chi non è ancora in politica a volerci entrare usando gli stessi metodi di chi già è in politica (demagogia, promesse, pubblicità, etc. etc.).

Inutile continuare a criticare i politici, quando il male vero sta fuori dalla politica.

Bisogna riflettere su una realtà che la storia insegna dai secoli dei secoli in ogni parte del mondo:
La natura umana è un libro aperto e un grande filosofo antico l'aveva inquadrata molto chiaramente dicendo:
"Se vuoi conoscere la vera natura di un uomo devi dargli un grande POTERE" (Pittaco di Mitilene).

E' veramente sciocco pensare che poche persone (elette) al comando facciano gli interessi di milioni di persone che neppure conoscono (basta pensare che spesso ci si scorna fra familiari stessi).

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