INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

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sabato 10 novembre 2012

Logica e Legge

Prima di passare al nocciolo della questione vediamo che definizioni vengono date alle parole "Logica" e "Legge"
La logica (dal greco λόγος, logos, ovvero "parola", "pensiero", "idea", "argomento", "ragione", da cui poi λογική, logiké) è lo studio del ragionamento e dell'argomentazione e, in particolare, dei procedimenti inferenziali, rivolto a chiarire quali procedimenti di pensiero siano validi e quali non validi.
La legge (dal latino lex, atto normativo) è un concetto che si lega a vari campi scientifici e tecnici. Nel diritto, il termine legge ha vari significati, tra cui quello di norma giuridica e di atto normativo. In ambito giuridico o sperimentale, la legge è dunque una formula che abbia raggiunto la necessaria efficacia espressiva per registrare e/o prevedere andamenti e/o comportamenti, secondo una sintesi effettuata ex ante nel caso della legge giuridica (poiché la legge precede la sua successiva osservanza), o ex post nel caso della legge empirica (poiché la legge segue la rilevazione sperimentale di una regolarità).
La legge giuridica è "autoritativa", poiché emanata da un soggetto in genere validamente legittimato a farlo (elemento che vale anche, per esempio, per un dittatore, che ha una legittimazione di fatto). La legge giuridica è "sanzionatoria", prevedendo la produzione di conseguenze nel caso della realizzazione della fattispecie concreta (da intendersi anche, e forse più frequentemente, a contrario, per il caso di mancata osservanza della prescrizione), secondo uno schema "precetto-sanzione": se accade "A" (precetto), si produce "B" (sanzione).
Per dirla in parole povere la legge giuridica è un atto che regola il comportamento delle persone che deve essere osservata, pena la sanzione o la punizione di chi non la osserva/rispetta.

Mi preme ricordare, anche se tale mio pensiero è sicuramente impopolare e può sembrare "sovversivo", che chi emana le leggi in Italia (parlamento) non è per nulla VALIDAMENTE LEGITTIMATO a farlo perché tale organo di Stato non è scelto e non opera secondo i principi esposti nella Costituzione italiana ... quindi non è legittimato dal popolo ... come vogliono far credere i nostri politici, ma bensì si AUTO-LEGITTIMA con prassi e leggi che poco hanno a che fare con la Costituzione italiana (v. questo video).

Ora veniamo al sodo:

Una popolazione ha delle necessità per vivere, necessità che mutano nel tempo per diversi fattori. Un tempo, ad esempio, non esisteva l'energia elettrica ma la gente viveva comunque e si divertiva comunque anche senza. 

Una popolazione svolge delle attività nell'insieme dei suoi componenti che incidono sul tenore di vita di ognuno di essi e tali attività devono essere regolate da leggi.
La legge, essendo frutto di ragionamenti fatti da soggetti legittimati, deve essere fatta secondo una logica.

Nell'ordinamento legislativo italiano esistono delle norme che regolano determinate attività fra le persone che prendono il nome di CONTRATTI (Codice Civile art. 1321 e segg.)

La nozione di contratto non è definita allo stesso modo in tutti gli ordinamenti giuridici; ma l'elemento comune di tutte le definizioni è: l'accordo tra due o più soggetti (le parti del contratto) per produrre effetti giuridici (ossia costituire, modificare o estinguere rapporti giuridici), quindi un atto giuridico e, più precisamente, un negozio giuridico bilateriale o plurilaterale.

Se provassimo ad esaminare attentamente  qualsiasi contratto di società che seppur PRIVATE offrono un prodotto o un servizio di PUBBLICA NECESSITA' O INTERESSE (le famose clausole scritte a caratteri quasi ILLEGGIBILI) ci accorgeremmo spesso che le condizioni contrattuali sono alla fin fine UNILATERALI ... ovvero:
Le suddette società pretendono sempre e solo il rispetto delle condizioni contrattuali dalle parti che soventemente sono COSTRETTE ad accettarle ma non si assumono né rischi e né responsabilità, e tanto meno risarcimenti, qualora il prodotto o il servizio fornito non corrisponda a quanto illustrato/pubblicizzato.

Ora la logica insegna che i soggetti legati da un contratto (non importa se plurimi o singoli) devono fare il possibile per adempiere con diligenza i rispettivi compiti.
Chi propone/offre un servizio o un prodotto per fini di LUCRO deve essere CERTO della sua qualità o della sua continuità e deve fare il possibile per dimostrare diligenza ed impegno per garantire tali caratteristiche altrimenti sono capaci tutti di fare gli imprenditori ed è anche molto probabile il proliferare di società che truffano la gente. 

Quando avrete letto uno qualsiasi dei contratti che avete sottoscritto con società pubbliche e private che vi offrono un servizio o un prodotto di prima necessità domandatevi se:
chi si ritiene legittimato ad emanare leggi e regolamenti lo fa con logica e nell'interesse della collettività.
Nel frattempo vi invito a riflettere su questo semplice concetto/base di qualsiasi progettista:
Qualsiasi ente e società deve tenere conto di due fattori importanti quando vuole produrre ed introdurre qualcosa nel mercato:
  1. Costo
  2. Qualità
Il rapporto qualità/prezzo è il parametro che qualsiasi esperto pone in primo piano quando deve/vuole progettare qualsiasi cosa da immettere nel mercato.
Io, cittadino/consumatore/utente, mi sento in diritto di ragionare allo stesso modo.
Se un prodotto o un servizio non risponde a questa regola non lo voglio o pretendo che venga bilanciato, o col miglioramento del servizio o con l'abbassamento del suo costo.
Apparentemente il legislatore italico ha pensato al libero mercato o all'eliminazione del monopolio, libera concorrenza ... ma in realtà alcuni monopoli esistono ancora eccome, e certi contratti non si dovrebbero neppure definire tali poiché non sempre sono bilanciati, accettati consapevolmente dalla parte a cui soggetta e/o addirittura conosciuti dalle parti in questione.

A conclusione di tutto:
Tanto le Leggi quanto i Contratti devono essere scritti secondo la Logica e secondo dei principi che in Italia sono esposti nella legge fondamentale della Repubblica, ovvero nella Costituzione italiana perché se non fosse così sarebbero tanto le leggi quanto i contratti ILLEGITTIMI ! (cfr. artt. 134 e 136 Cost.)
Se chi legifera o redige contratti non conosce la Costituzione italiana sarebbe bene che se la studiasse a fondo perché se è vero che la legge non ammette ignoranza ... questo concetto deve valere per tutti ! Chi offre ad esempio un prodotto o un servizio di PRIMA NECESSITA' impone spesso un contratto UNILATERALE, che l'utente/consumatore è COSTRETTO a sottoscrivere ... ma se chi offre tale prodotto o servizio poi presenta un CONTO/COSTO troppo alto e lo aumenta a suo piacimento nel corso del tempo non sta rispettando i basilari e semplici principi di uguaglianza ed equità perché molte persone, appartenenti ai ceti sociali più bassi, non riuscirebbero a coprire tutti i costi necessari ad una vita dignitosa (cfr. art. 36 cost.)
In questo caso i cosiddetti funzionari o organi di Stato dovrebbero dimostrare di sapere cosa significa la parola "Stato", almeno sui generi o materie di PRIMA NECESSITA'.

Esempio:
- Le società di produzione e distribuzione dell'energia elettrica che conti presentano ?
- Le società di distribuzione e manutenzione impianti dell'acqua che conti presentano ?
- Le società di produzione e distribuzione del gas che conti presentano ? (si ricorda a chi non lo sa che l'ENI italiana estraeva gas dal Kazakistan con i NOSTRI soldi e lo SVENDEVA alla Gazprom la quale ce lo rivende con TRIPLO COSTO !!)
- Le società di distribuzione e manutenzione impianti di riscaldamento che conti presentano ?

Se tutte queste società aumentassero i costi/prezzi continuamente senza pensare al reddito medio degli italiani (secondo istat 2010 1.300 euro/mese) e lo Stato se ne fotte ... come farebbero gli italiani "medi" a far fronte alle spese di PRIMA NECESSITA' ?
Dov'è e soprattutto cos'è lo STATO ? secondo tutta questa gentaglia che va in televisione ad allenare le corde vocali ?

Art. XVIII disp. trans. e finali della Costituzione italiana:
"La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come Legge fondamentale della Repubblica da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato."



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