INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

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mercoledì 27 marzo 2013

Amministratori comunali figli della stessa madre (partiti politici)

Riassunto delle puntate precedenti:

Cosa sono i partiti politici ?

usando termini comuni e civili, sono organizzazioni di persone che dovrebbero determinare la politica con metodo democratico (v. art. 49 cost.) ... 

in realtà, ed usando termini meno comuni e meno civili, sono libere associazioni, non regolate da nessuna legge (che il parlamento avrebbe potuto fare da tempo), di persone fra le peggiori che abitano la penisola italica, per nulla trasparenti e assolutamente verticistiche, e che hanno invaso praticamente tutte le istituzioni dello Stato, Enti privati e parastatali.
Ogni tanto si insinua fra condannati, inquisiti, ladri, faccendieri, usurai, farabutti, delinquenti, sfruttatori, papponi e mignotte anche qualche onesto ... che però è fuori contesto e che non riuscirà di certo a portare avanti i suoi onesti obiettivi in quelle cosche.

Come accennato queste persone organizzate in partiti politici hanno invaso non solo il parlamento ma anche le amministrazioni regionali, provinciali e comunali e si proteggono a vicenda, ovviamente (cane non mangia cane - si dice) e svolgono la funzione più importante:
quella di emanare leggi e regole.

Sono talmente impostori e ipocriti che per dimostrare che svolgono il loro compito  sfornano leggi a non finire ... confuse, prolisse e caotiche che non sanno più nemmeno loro le leggi che fanno e che votano.
Sono talmente impostori che per far vedere agli altri Stati del mondo quanto sono diligenti nel condividere certi principi sottoscrivono convenzioni e trattati internazionali per dare solo una parvenza di civiltà e di interesse ai diritti umani. Quando poi ratificano detti trattati e convenzioni, ed emanano successive leggi nazionali ... sono prontissimi poi a raggirarle o a non applicarle nella loro sostanza.

Questi sono i politici che gli italioti ancora votano e di cui si lamentano pure.

Cito come esempio una questione che più mi interessa, poiché riguarda l'unica cosa a cui tengo più di ogni altra cosa, ovvero la democrazia, la sovranità popolare (art. 1 comma 2 cost.) e la partecipazione popolare (artt. 3, 46, 50, 71, 75, 138, 118, 102, 123, cost. e art. 8 Dlgs 267/00)


Per quanto previsto dalla relazione esplicativa della Carta sopra citata, ai cittadini devono essere riconosciuti diritti di partecipazione, anche referendari.
Tutto in perfetta armonia con i principi esposti anche nella Costituzione italiana da 64 anni (art. IX disp. trans. e finali, art. 5, oltre a quelli citati due paragrafi sopra).

In sostanza il punto che voglio evidenziare per l'ENNESIMA volta in questo Blog è il seguente:

Con l'entrata in vigore della Legge sull'Ordinamento delle Autonomie Locali (L. 142/90), poi perfezionata con legge 265/99 e attualmente con il Dlgs 267/00 (detto anche TUEL) le amministrazioni comunali (partiamo dal basso) DOVEVANO, ripeto DOVEVANO (leggere BENE l'art. 8 del Dlgs 26700), agevolare la partecipazione popolare prevedendo strumenti di consultazione della popolazione, e l'ammissione di istanze, petizioni, proposte di cittadini singoli e associati, compresi i referendum, dovendo pure GARANTIRE un loro tempestivo esame e riscontro ai cittadini proponenti.

Dove dovevano introdurre tutto ciò ?

Negli Statuti comunali ! (v. art. 8 Dlgs 267/00 e art. 6 legge 142/90). Da 21 anni !

Cosa hanno fatto la STRAGRANDE MAGGIORANZA delle amministrazioni locali ?
Hanno IPOCRITAMENTE introdotto negli Statuti comunali quanto previsto dalla citata Legge ... ma hanno anche fatto in modo che i cittadini NON potessero utilizzare gli strumenti introdotti negli Statuti. Ne hanno altresì scoraggiato il loro utilizzo, conoscendo forse la propensione alla sudditanza degli italioti, poiché i referendum consultivi li hanno trasformati in sondaggi ... poiché non vincolanti ... e ad altre proposte spesso non danno neppure riscontro.

Cosa hanno fatto inoltre per scoraggiare o impedire l'utilizzo di detti strumenti di partecipazione popolare, seppur previsti dallo Statuto ?
  • Hanno posto dei paletti assurdi (numero di firme elevato, commissioni di valutazione delle proposte scelte dalle amministrazioni, difensori civici scelti dalle amministrazioni)
  • Hanno rinviato le modalità di utilizzo e di accesso di detti strumenti di partecipazione popolare e referendari ad appositi regolamenti comunali, che sebbene trascorsi 21 ANNI molti non hanno ancora deliberato !
Ora estrapolo dallo Statuto di un Comune un articolo che vi farà comprendere che merda di gente gli italioti votano (perché a livello comunale gli amministratori sono scelti direttamente dai cittadini).

Questo Statuto è stato deliberato nel 2006 e nel 2013 non c'è ancora il regolamento


La banalità con cui a volte questi stronzi giustificano le loro carognate infami sono talmente evidenti che pongono in risalto più la loro stupidità piuttosto della loro capacità di amministrare un Comune.
Questi emeriti deficienti vorrebbero fare intendere che non essendo specificato nella legge un termine entro il quale emanare gli appositi regolamenti possono fare il bello ed il cattivo tempo.

A questi idioti farei notare ... allora che:

  • La legge non parla nemmeno di regolamenti comunali sulla partecipazione popolare e sui referendum. La legge dice che tali strumenti di partecipazione popolare ed il loro utilizzo sono determinati dallo Statuto
  • Se gli idioti hanno ritenuto opportuno ricorrere ad appositi regolamenti per definire l'accesso e l'utilizzo degli strumenti di partecipazione popolare previsti dalla legge e dallo Statuto comunale devono provvedere ... non quando vogliono, perché al comma 3 dell'art. 8 Dlgs 267/00 è chiaramente scritto che l'amministrazione deve dare garanzie del tempestivo esame di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli e associati, e se l'amministrazione impedisce ai cittadini di presentarle perché cita un regolamento che non redige e non delibera sta violando la legge. Sta ostacolando i fondamentali diritti della democrazia ai cittadini, previsti da 21 anni.
Come già scritto in un precedente post, i regolamenti li acquistano da fornitori specializzati , e non ci vogliono 21 anni per redigerli ... se tardano è perché sono dei pezzi di merda esattamente come i loro colleghi in parlamento che, come ripeto, sono figli delle stesse madri, ossia dei partiti politici (v. l'immagine del post).




Post correlato: Regolamenti comunali - il duro lavoro ...


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