INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

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sabato 12 ottobre 2013

Il sig. Giorgio Napolitano e il suo appello sulle riforme costituzionali

Avevo detto che non avrei più aggiunto altri post in questo mio Blog, poiché stanco di parlare al vento (agli italioti sempre passivi, SORDI e votonti), ma di fronte ad un'ennesima presa in giro divulgata come sempre dai media asserviti al sistema italico, di estrema importanza poiché chiama in causa la legge fondamentale di questa strana repubblica democratica (che di pubblico ha ben poco e di democratico non ha NULLA), non posso tacere.

Il Presidente della Repubblica italica dice che: "è necessario modificare la Costituzione italiana pur nel rispetto dei suoi principi fondanti" ... 
 ... ci mancherebbe ! E' la Costituzione stessa che non prevede modifiche ai suoi principi fondanti - ovvero ai primi 12 articoli - "Principi fondamentali" (cfr. l'art. 139 Cost.).

Di seguito elencherò alcune modifiche apportate alla Costituzione italiana, fatte nel tempo, appropriate poiché orientate verso una democrazia più compiuta e verso quanto prefigurato dai padri costituenti fin dalla sua entrata in vigore (nel 1948) ... sottolineando che tutte le modifiche apportate a favore della democrazia e dell'autonomia degli enti locali e il decentramento mancano ancora delle leggi attuative ... mentre quelle a favore dell'oligarchia dei partiti e della classe politica e delle lobbies sono state attuate in brevissimo tempo.

Chi ritiene quindi che i principi esposti nella Costituzione richiedano lunghi tempi per la loro attuazione con legge farebbe bene a riflettere poiché quando gli oligarchi vogliono potenziare i loro poteri impiegano pochissimo tempo ad emanare leggi di attuazione.

Rimando sempre al mio video su You Tube intitolato: "Il più grande complotto italiano".

Riassunto delle modifiche costituzionali a mio avviso più importanti (io attribuisco particolare importanza a tutto ciò che riguarda l'esercizio della sovranità popolare prevista all'art. 1 comma 2 Cost. - tutto il resto è di secondaria importanza):
  • Nel 1999 con la Legge costituzionale n. 1 del 22 novembre è stato dato ai cittadini il diritto di approvare o meno gli Statuti delle Regioni, con la modifica dell'art. 123.
  • Nel 2001 con la Legge costituzionale n. 3 del 18 ottobre è stato dato compito a Stato, Regioni, Province e Comuni di FAVORIRE l'iniziativa dei cittadini, anche SINGOLI, ed è stata meglio delineata la competenza/potestà legislativa e regolamentare degli Enti locali e dello Stato centrale su diverse materie, a favore del DECENTRAMENTO (cfr. anche art. IX disp. trans. e finali e art. 5 Cost.), con la modifica degli artt. 118, 114 e 117 soprattutto.
Tali modifiche non hanno però portato ad alcun cambiamento perché i cittadini sono ancora e SEMPRE OSTACOLATI - E SFAVORITI - nelle loro iniziative; e lo Stato ancora oggi invade la potestà degli Enti locali (v. nucleare, acqua, trasporti, sanità, etc.). Non esistono nemmeno le leggi attuative dei principi costituzionali presenti nel testo originale del 1948 che riguardano la partecipazione dei cittadini (cfr. artt. 46, 50 e 102 Cost.).

Quando hanno invece trattato il tema che ha portato il debito pubblico italico alle stelle (provocato dai nostri amministratori eletti in oltre 60 anni all'insaputa del popolo sovrano) per  consegnare definitivamente tutta l'Italia e la relativa popolazione in mano agli speculatori finanziari hanno modificato l'art. 81 Cost. (ed altri tre articoli) prevedendo l'indebitamento dello Stato in maniera esplicita nel 2012 con Legge Costituzionale n. 1 del 20 aprile (Pareggio di bilancio).

La legge attuativa di questa immane porcheria (immane soprattutto per come è stata votata dai parlamerdari italici - in sordina e senza informazioni adeguate evitando il referendum confermativo ai sensi dell'art. 138 Cost.) è arrivata nello stesso anno con la Legge 24 dicembre 2012, n. 243: "Disposizioni per l'attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi dell'articolo 81, sesto comma, della Costituzione."

Non esprimo alcun commento al riguardo perché quello che mi preme fare osservare a tutti (eletti ed elettori votonti) è che:
la Costituzione italiana DEVE PRIMA ESSERE APPLICATA NEI SUOI PRINCIPI FONDAMENTALI CHE RIGUARDANO LA DEMOCRAZIA ! Ovvero l'esercizio della sovranità del popolo ! Ovvero come, e con quali strumenti, il popolo può intervenire nelle decisioni che riguardano la COLLETTIVITA', e non solo gli interessi di lobbies, faccendieri e politici. Se deve essere modificata deve essere modificata per POTENZIARE l'esercizio della sovranità popolare ... e non per potenziare l'esercizio della sovranità di sempre meno individui (Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio dei Ministri, Partiti politici).
Una classe politica seria, dopo tutte le porcate commesse in oltre 60 anni, dovrebbe dimenticare di mettere ancora mano alla Costituzione senza dare al popolo il diritto di confermare ulteriori modifiche costituzionali mediante il referendum previsto.
Hanno già emanato oltre una decina di leggi costituzionali  in maniera difforme al dettato costituzionale, e cioè prima di avere emanato la legge attuativa del referendum ... ora BASTA !

Il Presidente della Repubblica ed ogni altra alta carica dello Stato devono iniziare a dire LA VERITA' alla popolazione e non solo quello che vogliono loro, perché indurre le popolazioni a credere soltanto alle loro scelte e decisioni è quello che facevano anche i peggiori dittatori mai esistiti al mondo con i PLEBISCITI !

Voglio sottolineare infine che NEMMENO il Movimento 5 stelle e il Grillo parlante hanno mai posto in risalto i principi costituzionali di democrazia diretta IGNORATI da 64 anni da TUTTI (destri, sinistri e centristi) e forse la democrazia dei grillini è la stessa di tutti gli altri politicanti (devono decidere sempre gli eletti) ... e per il guru di Genova addirittura la nostra Costituzione è un cesso (evidenziando a suo tempo in essa dei difetti che soltanto lui ha trovato).

Vedere questo post

2 commenti:

  1. Oramai l'Italia è una barzelletta ed il suo capo che manovra i fili a far muovere i burattini.

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    1. Di solito le barzellette fanno ridere chi le ascolta. Nel caso italico ridono molto di più chi le barzellette le racconta perché gli italioti bevono tutte le loro stronzate e li votano sempre. Roba da matti

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