INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

INUTILE  CERCARE  DI  FERMARE  LE  IDEE
ALL'INTERNO DI MOLTI POST CI SONO DEI COLLEGAMENTI IPERTESTUALI CHE RIMANDANO AD ALTRI POST O FONTI - SONO RICONOSCIBILI DAL COLORE DEL CARATTERE BLU IN GRASSETTO

martedì 15 ottobre 2013

La Costituzione italiana e il lavoro

Data la crisi occupazionale che i nostri "onorevoli" non sono riusciti ad evitare e di cui si sporcano le labbra da decenni senza combinare nulla di positivo, ritengo sia utile esaminare il problema alla luce dell'unico parametro di riferimento che in Italia dovrebbe essere la guida più opportuna per trovare soluzioni adeguate.

I nostri politicanti infatti non sanno che la Costituzione italiana offre delle indicazioni chiare per inquadrare il problema (e quando mai si affidano ad essa ?).

Vediamo in che modo la Costituzione italiana aiuta a comprendere l'importanza del lavoro e la sua utilità:

Art. 1 comma 1:
"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro."

Art. 4:
"La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società."

Art. 35:
"La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.

Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori.

Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.

Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell'interesse generale, e tutela il lavoro italiano all'estero."

Art. 36:
"Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.


Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi."

Art. 37:
"La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale e adeguata protezione.

La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.


La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione."

Art. 38 comma 1:
"Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale."

Art. 46:
"Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende."

RIASSUMENDO:
Cos'è il lavoro e a cosa serve ?
Il lavoro è un diritto di ogni cittadino che deve essere tutelato dalla Repubblica e serve allo sviluppo dell'intera nazione e ad assicurare a chi lo svolge, ed alla propria famiglia, un'esistenza libera e dignitosa.

Non credo che occorrano molte altre spiegazioni e commenti e il primo che mi accusa di demagogia o retorica lo sputo inesorabilmente in faccia poiché questo è ciò che è scritto nella legge fondamentale della repubblica italica, che deve essere rispettata come tale da TUTTI (i cittadini e gli organi dello Stato).

Se gli "eletti" ritengono che qualcosa sia irrealizzabile occorre che ne spieghino le ragioni in maniera CHIARA e che MODIFICHINO di conseguenza la Costituzione, altrimenti:
avere una Costituzione che dice di essere la legge fondamentale e che deve essere rispettata da tutti come tale, non serve a NULLA ! Come non servono a nulla (se non a dissanguare i cittadini) parlamentari, ministri e amministratori locali (anche questi ultimi hanno una funzione importante - cfr. art. 117 cost.)
Chiaro ?
O la buttiamo nel cesso, o la applichiamo, o la modifichiamo ... ma fino a che i principi sopra esposti restano invariati, quelli sono la GUIDA per realizzare tutto quanto inerente il LAVORO !

Non vi piace questo ragionamento ? Viviamo di anarchia e ognuno si procuri da vivere come vuole ... ma non lamentiamoci poi se la delinquenza e/o la micro criminalità aumentano !

Detto in maniera molto ma molto sintetica:
Si lavora PER VIVERE ! Non si vive per lavorare ... per ingrassare gente che a lavorare non pensa neanche di striscio.


Inoltre L'art. 2013 del Codice Civile recita:

Mansioni del lavoratore.
Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione. Nel caso di assegnazione a mansioni superiori il prestatore ha diritto al trattamento corrispondente all'attività svolta, e l'assegnazione stessa diviene definitiva, ove la medesima non abbia avuto luogo per sostituzione di lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, dopo un periodo fissato dai contratti collettivi, e comunque non superiore a tre mesi. Egli non può essere trasferito da una unità produttiva ad  una altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.
Ogni patto contrario è nullo.

Provate a trovare quanti dipendenti sono stati assunti con le retribuzioni precedentemente percepite da altre aziende in funzione delle mansioni svolte e del livello/categoria professionale.

Buttiamo nel cesso pure il Codice Civile oltre alla Costituzione ?
O cerchiamo di capire come è possibile applicare tale principio ?
Chi deve provvedere affinché tale principio sia garantito ?
Una persona che si è impegnata per decenni per imparare scrupolosamente una propria professione ottenendo un alto livello di qualifica professionale riconosciuto in precedenza da più aziende, deve addirittura rimanere senza occupazione ... oltre ad avere accettato retribuzioni e inquadramenti con livello inferiore di quello acquisito ?

Ma chi solleva questioni del genere ? Chi ne parla ? Di quale lavoro parlano i politicanti italici ?

10 commenti:

  1. Ciao Bruno, ho parlato con il sindaco riguardo la questione del lavoro citando tutti gli articoli della Costituzione ed invece mi drice che Il potere legislativo spetta al Parlamento e la politica fiscale e del lavoro al Governo centrale e al Governo Regionale.
    Ma però a sensibilizzare il governo regionale non ne parla. In parole povere gli ho detto o rispettate la Costituzione e la attuate oppure la buttiamo o la modifichiamo.....

    RispondiElimina
  2. Ciao Andrea,
    se dici a qualsiasi amministratore con un ruolo più importante di altri amministratori, o eletti, "che la Costituzione o la si butta nel cesso o la si applica" non otterrai risposte. Perché non ne hanno. Come ribadisco spesso la Costituzione italiana è stata soltanto una MASCHERA ma non vi era alcuna intenzione di applicarla realmente. L'unica cosa a loro sfavore è che essendo quella la guida e la legge fondamentale per i politici la devono rispettare. Come ribadisco sempre la responsabilità più grande è del popolo che ancora ascolta quella gentaglia che siede sulle poltrone per ingrassare soltanto e nulla più.
    Riguardo al lavoro il tuo sindaco non ha capito il contenuto di questo mio post ... se lo ha letto. Io cito soltanto la Costituzione ed i suoi principi riguardanti il lavoro. Non sono entrato nel merito di CHI poi deve attuare detti principi e poco mi interessa anche. E' compito della Repubblica tutelare il lavoro "stop" che poi debba essere un parlamento, un governo, un consiglio regionale o una giunta regionale poco importa. Che si dividano i compiti senza scaricarsi le responsabilità l'uno con l'altro perché è un giochetto che ormai non funziona più.
    Copia e incolla se vuoi questo mio commento e mandalo al tuo sindaco dicendo di leggersi meglio i post prima di commentare tanto per dire di avere risposto ai cittadini, come sono soliti fare alcuni politicanti.
    Gli amministratori locali hanno delle responsabilità dettate dalla Costituzione ... basta leggere attentamente l'art. 117 e i Comuni hanno delle responsabilità CHIARE quando ad esempio i cittadini non hanno mezzi di sussistenza (lavoro prima di ogni altra cosa).
    Ciao caro.

    RispondiElimina
  3. Ciao caro amico, riferito al sindaco. Ormai non sanno cosa dire....
    Intanto riguardo se ricordi quel famoso regolamento citato nello statuto sono stato invitato alcune settimane fà dal sindaco e ci sono andato e non mi ha criticato per niente anzi mi ha dato ragione. Siccome mi ha detto che entro quest' anno delibera il regolamento quindi mi tocca aspettare altrimenti si vedrà il dà farsi
    Non sà cosa rispondermi perchè ha capito probabilmente che non sono uno stupido...............

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una persona intelligente non può fare altro, è il minimo che deve fare, che riconoscere di essere stati inadempienti ... tuttavia la legge è legge, dicono loro per primi, e deve essere rispettata e loro devono dare l'esempio altrimenti non hanno libertà di parola nel pretendere dai cittadini che la si rispetti. La posta in gioco la conosciamo benissimo e comprendiamo benissimo perché la democrazia da molto fastidio ai politici ma come ripeto ... la legge è legge e sono in imperdonabile ritardo nell'applicare quella che riguarda la vera democrazia. Cazzi loro.
      Ciao Andrea

      Elimina
  4. Ciao Bruno, mi ha risposto così........
    Le ricorda niente in tema di tutela e rispetto dei cittadini la protesta di più di 190 Sindaci a Palermo solo qualche settimana fa.
    Mi faccia la cortesia di scrivere ad altri in quanto io sono già sensibile alle cose da lei richieste.
    Saluti.

    Mi fà proprio ridere

    RispondiElimina
  5. In un precedente messaggio gli ho detto
    " allora io le dico che deve dirlo lei con tutti gli altri sindaci allo Stato dato che i cittadini non vengono mai ascoltati perchè come ho capito, i cittadini per lo stato non contano nulla ma sono solo delle persone da tartassare è basta mentre quando i cittadini si trovano in difficoltà i politici si girano dall' altra parte, è vero o no ?"

    Evidetemente non legge nemmeno i messaggi............
    Che vergogna

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I sindaci e gli amministratori locali non devono solo amministrare e decidere ma devono anche fare da mediatori con le istituzioni centrali riguardo alla benedetta autonomia degli enti locali poiché fin dall'entrata in vigore della Costituzione italiana si doveva procedere ad un graduale decentramento. Questo dovrebbero fare i sindaci e gli amministratori locali informando i cittadini e chiedendo il loro sostegno. In TV e sui giornali raccontano una cosa mentre all'interno dei palazzi si accordano discutendo e votando altra cosa. Ormai non incantano più (almeno le persone più attente). Tutta propaganda e nulla più. Se sono poi esponenti degli stessi partiti in parlamento o in regione cosa speri che facciano ? Se vogliono rimanere sulle poltrone devono UBBIDIRE ai loro capi ... altrimenti durano poco.

      Elimina
  6. Ciao Bruno, quello che immaginavo.
    Il sindaco ha bloccato i messaggi e prima di essere pubblicati li deve abilitare..........
    La democrazia diretta gli fà paura, molto paura........
    Utilizzerò come al solito la PEC è pubblico tutto.........
    A questo punto è meglio che si dimette perchè non serve a nulla

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gli esponenti di un partito servono solo a fare gli interessi delle lobbies che li hanno fondati e fortificati Andrea ... non servono a nient'altro. Un membro di partito onesto che capisce presto cosa significa essere membro eletto di un partito, ossia capisce presto che non può stravolgere un sistema creato con uno scopo ben preciso, nonostante le sue eventuali migliori intenzioni, se ne esce e molla poltrona e partito e si vive la sua vita senza prendere per il culo il prossimo che lo vota sperando. Stammi bene Andrea e lascialo perdere, tanto se si deve dimettere lo decideranno i suoi capi (nemmeno gli elettori :-)

      Elimina
  7. Caro Bruno io sono il tipo che non lascio perdere, quella specie di sindaco mi deve rispondere non a cazzo ma con risposte soddisfacenti se ne ha, mi ha detto che entro quest' anno farà il regolamento (ricordo quello citato nello statuto ?(, vediamo che saprà fare ma io sono straconvinto che non farà un accidente ma devo avere solo il piacere di sputtanarlo a dovere.
    Chi mi prende per i fondelli caro Bruno (e non mi meraviglio di un' esponente di partito) mica lo lascio perdere tanto facilmente ?, che risponda se è onesto se non risponde allora lo dica chiaramente anzi pubblicamente che sta sulla poltrona perchè prende ordini dai partiti del cazzo.

    RispondiElimina

Il tuo commento non sarà pubblicato subito ma non appena avrò letto la e-mail che mi notificherà il commento in attesa di moderazione. Grazie della collaborazione