INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

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ALL'INTERNO DI MOLTI POST CI SONO DEI COLLEGAMENTI IPERTESTUALI CHE RIMANDANO AD ALTRI POST O FONTI - SONO RICONOSCIBILI DAL COLORE DEL CARATTERE BLU IN GRASSETTO

sabato 7 dicembre 2013

“CHIEDIAMO AL PARLAMENTO DI FAR DIVENTARE UN OBBLIGO LA DISCUSSIONE IN TEMPI BREVI DELLE LEGGI PROPOSTE DAI CITTADINI”

Copio e incollo dalla fonte:



Da Dario Rinco, dellassociazione Più democrazia a Sesto San Giovanni riceviamo e pubblichiamo:
Spett.le redazione, il Comitato promotore della legge di iniziativa popolare “Quorum Zero e Più Democrazia” ha deciso di aderire alla proposta fatta dall’associazione Luca Coscioni, sostenuta anche da altri comitati che hanno depositato leggi di iniziativa popolare nel 2012 e nel 2013, di inviare una lettera al Parlamento, chiedendo che il regolamento di discussione sia modificato e venga introdotto l’obbligo di discussione in tempi brevi delle leggi presentate con le firme dei cittadini.
Cosa che oggi, invece, regolarmente non avviene poiché i regolamenti interni di Camera e Senato stabiliscono la precedenza di discussione alle leggi di iniziativa parlamentare.
Ecco il testo della proposta inviata da Matteo Mainardi dell’associazione Luca Coscioni:
“ARTICOLO 71 Costituzione italaina: IL POPOLO ESERCITA L’INIZIATIVA DELLE LEGGI”
Appello ai Parlamentari per la trattazione entro il 2014 delle proposte di legge di iniziativa popolare
Noi sottoscritti promotori di proposte di legge di iniziativa popolare validamente depositate in Parlamento, ciascuna con il sostegno di oltre 50mila cittadini espresso attraverso sottoscrizione autenticata e certificata, nel corso della legislatura precedente e nella attuale, considerato che:
  • la Costituzione italiana stabilisce, all’articolo 71, che “Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli”;
  • il potere di “esercitare l’iniziativa delle leggi” che i Costituenti attribuirono al popolo non è legittimamente interpretabile riducendolo al mero atto formale di poter depositare proposte di leggi corredate dalle 50mila firme: l’esercizio dell’iniziativa delle leggi da parte del popolo è davvero tale soltanto se il Parlamento dedica un effettivo e pubblico dibattito alle proposte presentate,delle quali anche l’eventuale mancato accoglimento dovrebbe essere adeguatamente motivato attraverso il dibattito nelle commissioni competenti e in aula;
  • Essendo noi portatori di richieste diversissime nel contenuto o anche configgenti, e proprio per questo essendo uniti dall’obiettivo nel metodo di ottenere il rispetto e l’ascolto dei milioni di cittadini complessivamente firmatari delle proposte validamente depositate,
CHIEDIAMO
ai Presidenti delle Camere, ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari e ai Parlamentari tutti di deliberare con la massima urgenza un programma dei lavori straordinario per la messa in discussione entro il 2014 – in forme e tempi adeguati all’effettivo coinvolgimento dell’opinione pubblica – di tutte le proposte di legge di iniziativa popolare giacenti da anni o da mesi.
Affinché il Parlamento sia tenuto in modo vincolante al rispetto del dettato costituzionale, tale programma straordinario dovrà essere seguito da una riforma dei regolamenti delle Camere che definisca un canale prioritario per la trattazione delle proposte di iniziativa popolare in un tempo non superiore ai 12 mesi.
Dario Rinco, Associazione Più Democrazia a Sesto San Giovanni

Commento personale:
Evidenzio la frase che più mi è piaciuta di questa ottima lettera:
"il potere di “esercitare l’iniziativa delle leggi” che i Costituenti attribuirono al popolo non è legittimamente interpretabile riducendolo al mero atto formale di poter depositare proposte di leggi corredate dalle 50mila firmel’esercizio dell’iniziativa delle leggi da parte del popolo è davvero tale soltanto se il Parlamento dedica un effettivo e pubblico dibattito alle proposte presentate,delle quali anche l’eventuale mancato accoglimento dovrebbe essere adeguatamente motivato attraverso il dibattito nelle commissioni competenti e in aula;"

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