INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

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ALL'INTERNO DI MOLTI POST CI SONO DEI COLLEGAMENTI IPERTESTUALI CHE RIMANDANO AD ALTRI POST O FONTI - SONO RICONOSCIBILI DAL COLORE DEL CARATTERE BLU IN GRASSETTO

giovedì 10 dicembre 2015

Disegni Di Legge popolari - Art.71 Cost. parte III

Mi ero già espresso sulla questione coi seguenti post:

http://brunoaprile.blogspot.it/2011/03/le-obiezioni-che-spesso-si-sentono.html

http://brunoaprile.blogspot.it/2013/12/disegni-di-legge-di-iniziativa-popolare.html


Qualche giorno fa ho avuto un interessante colloquio con un avvocato, cassazionista fra l'altro, e mentre discutevo di una questione che andrò brevemente ad esporre di seguito pensavo a come gli studi e relativi libri potessero annientare totalmente la capacità di un individuo di ragionare col proprio cervello.

Da notare che una persona che ha conseguito una laurea non può ritenersi incapace di usare il cervello ma più discuto con certi  professionisti e meno fiducia nutro nei loro confronti e nei confronti del sistema italico.

La questione dibattuta riguardava i "disegni di legge di iniziativa popolare" previsti all'art. 71 comma 2 della Costituzione italiana.

L'osservazione da me sollevata al riguardo fu la seguente:

Se nella legge attuativa emanata nel lontano 1970 (la Legge 25 maggio 1970, n.352) fosse stato stabilito un vincolo preciso, come ad esempio la calendarizzazione delle proposte popolari, i parlamentari non avrebbero potuto aggirare l'ostacolo con i Regolamenti interni delle camere.

L'obiezione dell'avvocato fu la seguente:

Nel nostro ordinamento i regolamenti delle camere non sono subordinati alle leggi ordinarie del parlamento e pertanto hanno la stessa valenza, questo è quanto previsto dalla gerarchia delle fonti del diritto.

Quello che ho replicato all'avvocato è scritto di seguito e la sua risposta è stata: "adesso devo andare, il caffè lo offoro io, è stato un piacere ... buona domenica".

Secondo me non ce la caveremo più perché se non si confronteranno mai certe prassi usando la logica ed il solito punto di riferimento che utilizzo io, ovvero la Costituzione italiana saremo sempre DROGATI da interpretazioni fantasiose e di comodo che non trovano un fondamento chiaro ed univoco.

Cercherò di essere molto breve perché sono certo di annoiare molti ma quando si tratta di esporre un concetto così delicato occorrono delle informazioni basilari.

  • Premesso che la Costituzione italiana è la legge fondamentale su cui devono ispirarsi le leggi, i regolamenti, gli atti avente forza di legge e quant'altro (art. XVIII disp. trans. e finali e artt. 134 e 136 Cost.)
  • Premesso che la funzione legislativa è esercitata da entrambe le camere (deputati e senatori - art. 70 cost.)
  • Premesso che il popolo può presentare disegni di legge esattamente come i parlamentari, ministri,  enti designati con legge costituzionale (art. 71 comma 2 Cost.)
  • Premesso che la sovranità appartiene al popolo (e non a rappresentanti eletti dal popolo con la funzione di deliberare leggi e regolamenti) come recita chiaramente l'art. 1 comma 2 della Costituzione.
La logica più elementare dovrebbe condurre qualsiasi individuo al seguente ragionamento:

Se il popolo è sovrano, ed esercita la sua sovranità nelle forme e nei limiti della Costituzione, fra cui la possibilità di presentare disegni di legge come i parlamentari, i ministri ed altri enti designati con legge costituzionale ... è ovvio che i disegni presentati direttamente dal sovrano debbano quanto meno essere esaminati, discussi e votati PER PRIMI ... invece di passare sempre in coda alle migliaia e migliaia di disegni di legge di iniziativa parlamentare.
Sarebbe diverso se all'art. 1 Cost. fosse stato scritto che "la sovranità appartiene a rappresentanti eletti dal popolo" ... oppure "che tale sovranità è esercitata dal popolo mediante rappresentanti eletti."

Per quanto riguarda la pari valenza dei regolamenti parlamentari alle leggi ordinarie occorre anche qui fare un ragionamento chiedendosi:

  1. E' la Costituzione italiana che recita espressamente questo ? (risposta NO)
  2. Avrebbe senso un contrasto fra leggi ? (risposta No)
  3. Se nella legge attuativa n. 352/70 fosse stato stabilito esplicitamente un termine entro il quale esaminare, discutere e votare un disegno di legge di iniziativa popolare, o la precedenza del disegno di iniziativa popolare su qualsiasi altro ... i regolamenti interni delle camere si sarebbero dovuti modificare secondo l'orientamento stabilito dalla legge poiché altrimenti ci sarebbe un contrasto fra legge e regolamenti parlamentari, il che è inammissibile in un paese civile, con gente presumibilmente preparata e ragionevole nelle istituzioni principali dello Stato e con una Costituzione chiara sotto certi aspetti, che sebbene non espliciti sono comunque impliciti in virtù del suo contesto.
Basterebbe una modifica alla legge n. 352/1970 per ottenere una conseguente modifica dei regolamenti parlamentari che, anche se non espressamente prevedono la precedenza nell'esame, nella discussione e nella votazione dei disegni di legge di iniziativa parlamentare su quelli di iniziativa popolare, prevedono un metodo molto articolato che ha instaurato una prassi completamente illegittima.

La precedenza viene attribuita secondo un ordine dato dai capi gruppi dei partiti, da un determinato numero di parlamentari facenti parte delle varie commissioni e partiti, etc. etc. ed è facilissimo in tal modo far passare sempre in ultimo i disegni di legge popolari.

Non so se sono stato chiaro ... ma l'avvocato deve avere compreso perfettamente il discorso.

Per ogni cosa sono comunque sempre aperto al confronto ed al dialogo e nell'eventualità e frattempo il consiglio che do agli italiani è:

State attenti a quello che leggete e studiate ... perché ci sono tanti modi per annientare la razionalità e il senso critico dell'individuo.

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