INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

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mercoledì 23 dicembre 2015

Tassa sui rifiuti e discariche

Anche quella sui rifiuti è una tassa che ha suscitato malumore e controversie nell’opinione pubblica e continui dibattiti nel mondo politico.
Si potrebbe evitare, o quanto meno, ridurre questa tassa ?
Esiste un modo per guadagnare, addirittura, attraverso i rifiuti che in Italia è ancora in via sperimentale (e quando mai) mentre in Svizzera, in Germania e in Svezia in particolare è già utilizzato.
Quello che vedete in figura è un gruppo elettrogeno ed è un’apparecchiatura che serve a generare energia elettrica (si trova in tutti gli ospedali ad esempio)
Esistono gruppi elettrogeni in grado di erogare potenze che vanno da 1Kwatt a diversi MegaWatt con tensioni in uscita tradizionali per uso domestico e industriale (220 V - 380 V).
E’ composto da tre elementi principali e li potete individuare facilmente perché le sezioni che lo compongono sono ben visibili in figura. 
La parte posteriore a destra è un normale motore che solitamente è alimentato a gasolio. 
La parte centrale cilindrica collegata al motore è un alternatore (che genera energia elettrica poiché collegato all’albero motore che ruota). 
La parte anteriore a sinistra è il quadro elettrico di macchina che contiene dei componenti elettrici di cui è superfluo entrare in dettagli.
Questi gruppi elettrogeni possono montare dei motori che anziché a gasolio funzionano con il BioGas.
Cos’è il BioGas ?
Il BioGas è una miscela di gas composti, principalmente da metano, prodotti dalla fermentazione batterica in assenza di ossigeno dei residui organici vegetali e/o animali.
Se in una discarica di rifiuti organici si coprono le montagne di rifiuti e si convogliano con opportuni condotti i gas prodotti dai rifiuti in decomposizione in filtri e compressori, e poi a dei serbatoi, si può creare una riserva di biogas per far funzionare i gruppi elettrogeni che produrranno energia elettrica da vendere alla società di distribuzione locale.
Fantascienza ?
Assolutamente no perché, come già detto, questi metodi sono adottati in altri paesi e posso dare la mia testimonianza personale e DIRETTA poiché ero andato ad installare due gruppi elettrogeni del genere, con relativi impianti, in una discarica situata in una campagna nei lidi ferraresi che oltre a prodursi l’energia elettrica occorrente ai servizi della discarica vendeva appunto all’Enel l’energia prodotta in eccesso.
Quella discarica aveva già due gruppi elettrogeni da 200 kva ciascuno (poco meno di 190 kw) ed io ne avevo installati ancora due della stessa potenza ed il potenziamento era stato apportato proprio per fornire ad Enel dell’energia elettrica.
Ho ancora ben in mente i teloni che coprivano le montagne di rifiuti e se devo essere sincero non sentivo nemmeno quell’odore nauseante caratteristico di molte discariche. Ricordo le tubazioni che portavano al compressore ed al serbatoio collegato ai gruppi elettrogeni.
Se si dotassero tutte le discariche di simili impianti credo che si potrebbe diminuire tranquillamente la tassa sui rifiuti a cui, per quanto si è potuto notare, cambiano solo il nome ma non il costo.
Resta inteso che meno denaro entra nelle casse dello Stato e meno denaro prelevato dai cittadini possono imboscare i soliti esperti.
AGGIUNGO IL COMMENTO DI UN UTENTE FACEBOOK SUL TEMA:
La quantità di denaro che noi forniamo in materia prima (vetro, metallo, plastica, CARTA e organico) alle aziende che hanno in appalto lo smaltimento dei rifiuti è immensa. Un giro d'affari di milioni di euro. Per di più è tutto materiale già pagato al momento dell'acquisto (+IVA!) perché assieme al prodotto paghiamo anche la confezione. (da smaltire aggiungo io) Eppure sono riusciti a farci accettare la salatissima TARI, tassa sui rifiuti, calcolata a metri quadri, a numero di familiari e chi più ne ha più ne metta, senza nessun ritorno monetario per il materiale conferito e quindi RESTITUITO.
Siamo dei POLLI senza cervello!!!
AGGIUNGO ALTRO COMMENTO DI ALTRO UTENTE FACEBOOK SUL TEMA:

Certo che lo so, e so che esistono anche di quelli portable (non ai livelli di quello montato sulla Delorean da Doc in back to the future, ma ci sono) e vengono utilizzati in quei paesi in via di sviluppo...mentre nei paesi cosiddetti sviluppati (l'italia mi pare sia tra questi, anche se io la piazzerei all'ultimo posto, dopo quelli cosiddetti del 3zo mondo), siamo costretti a pagare uno STROZZINO per avere il necessario.
Energia Elettrica: altrove (fuori ita) se ci si installa i pannelli solari sulla nostra abitazione, è il governo che ci paga. In italia anche se l'impianto lo paghiamo INTERAMENTE di tasca nostra, dobbiamo sempre PAGARE la tassa all'enel e la corrente prodotta in eccesso e acquistata da ENEL ENERGIA ci viene pagata a un cazzo in confronto a quando siamo noi a comprarla (in breve compra a 0.01 e vende a 0.5). C'è anche da dire che lo SMALTIMENTO dei pannelli usurati (eh si dopo tot anni si devono cambiare OBBLIGATORIAMENTE) è a spese nostre (qua in itaglia, altrove è il governo che te li sostituisce).
Gas: sempre altrove (non in itaglia), esistono dispositivi per il BIOGAS grandi quanto una "cella frigorifera" (di quelle da macelleria) montati al di fuori dell'abitazione, l'immondizia (qualsiasi essa sia, merda compresa) viene gettata in questo dispositivo di produzione gas.
Acqua: Alla casa al mare, l'acqua usata (per bere, lavarsi, cucinare) è quella piovana (abbiamo una cisterna da 500 litri sul terrazzo) che viene filtrata prima di uscire dai rubinetti...a casa (dove abito il resto dell'anno) pago la bolletta.
Fogna: se avessimo questo dispositivo di produzione gas... faremmo a meno anche della fogna ma purtroppo paghiamo la tassa.
Però avendo il dispositivo che mi produce GAS dall'immondizia, e avendo la cisterna sul tetto per raccogliere acqua piovana... diciamo che dell'energia elettrica (e fogna) potrei farne a meno dato che c’è pure il dispositivo che trasforma il gas in energia elettrica... spazio in giardino ce n’è.....ci sono solo spese INIZIALI DA AFFRONTARE (non proprio economico) per fanculizzare questo stato marcio nel DNA chiamato itaGlia.

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