INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

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ALL'INTERNO DI MOLTI POST CI SONO DEI COLLEGAMENTI IPERTESTUALI CHE RIMANDANO AD ALTRI POST O FONTI - SONO RICONOSCIBILI DAL COLORE DEL CARATTERE BLU IN GRASSETTO

domenica 3 gennaio 2016

Il Centro per l'Impiego di Alessandria

Dopo questo primo post riguardante l'utilità dei Centri per l'Impiego:
http://brunoaprile.blogspot.it/2015/12/centri-per-limpiego-cosa-o-meglio-chi.html

Ritengo opportuno continuare sulla materia narrando un'esperienza diretta con uno di questi Centri (la disoccupazione è un grave problema in Italia che si accentua sempre più, al di la delle chiacchiere dei soliti politicanti).

Dopo un colloquio avuto con la responsabile del suddetto ente che, su mia richiesta, mi aveva fissato un appuntamento alle ore 9:00 di quest’oggi (21 dicembre 2015) per avere delle delucidazioni su due punti che non mi erano totalmente chiari: 


  • Cos’è il Patto di Servizio
  • Cosa sono le Politiche Attive
Riporto alcune informazioni che spero possano essere di aiuto ad altre persone senza lavoro e che cercano lavoro.

Innanzitutto occorre premettere che un disoccupato o inoccupato (la differenza fra le due “categorie” sta nel fatto che il disoccupato ha già avuto esperienze di lavoro mentre l’inoccupato no) deve iscriversi alle liste di disoccupazione presso i Centri per l’Impiego.

Qualcuno potrebbe pensare: “Perché iscriversi alle liste di disoccupazione ?”, Per avere prospettive di lavoro tramite il Centro per l’Impiego ? Assolutamente No !
La responsabile con cui ho avuto il colloquio mi ha detto che il compito del Centro per l’Impiego non è quello di cercare e/o trovare lavoro alla gente disoccupata (infatti da quando mi iscrissi la prima volta a maggio del 2012 non ricevetti MAI alcuna offerta di lavoro tramite detto Centro).

Iscriversi a dette liste offre ai disoccupati il vantaggio di ottenere dall’INPS un’indennità di disoccupazione, se esistono determinati requisiti (non voglio, come di solito uso fare, riportare per ogni frase il testo legislativo di riferimento perché dovrei scrivere un post talmente lungo che farebbe passare la voglia di leggerlo a chiunque), requisiti che comunque hanno a che fare con lavori precedentemente svolti (lo Stato non regala niente a nessuno, sia ben chiaro, e quelli che chiamano ammortizzatori sociali o interventi di assistenza sociale, bonus sociali, etc. a favore di disoccupati vengono erogati a coloro che hanno versato soldi in tasse mediante trattenute in busta paga e versamenti effettuati direttamente dai loro datori di lavoro - in sostanza se non hai lavorato per almeno 13 settimane negli ultimi 4 anni non hai diritto ad alcuna indennità di disoccupazione, ora definita NASpI); 

hai inoltre il vantaggio di ricevere dal Centro per l’Impiego informazioni di “politiche attive” mediante degli incontri organizzati dal CPI che in teoria dovrebbero aiutare il disoccupato o l’inoccupato a trovare un lavoro.

Non mi esprimo ora su tali incontri di “politiche attive” perché essendomi iscritto al Centro per l’Impiego per la prima volta a maggio 2012 e successivamente re-iscritto a luglio 2015 non ho mai potuto, in tre anni quindi, rendermi conto di che cosa consistessero tali “politiche attive” e quali vantaggi potessero offrirmi perché l’unico incontro che mi hanno fissato in tre anni è stato quello del 30 settembre 2015 che dimenticai totalmente perché l’invito mi era stato consegnato il 13 luglio, ovvero due mesi e mezzo prima, e cioè quando mi andai a re-iscrivere alle liste di disoccupazione dopo avere lavorato 4 mesi con un contratto a termine di quella durata presso una Cooperativa sociale.

Siccome in questa occasione ho chiesto se esisteva l’opportunità di avere un nuovo incontro di politiche attive, mi è stato fissato un nuovo appuntamento al 27 gennaio 2016 (questa volta l’attesa e solo di un mese anziché due e mezzo) e pertanto aggiornerò poi questa nota per esporre le mie impressioni sull’utilità di tale incontro.

Riassumendo brevemente quanto finora detto:
  1. Il Centro per l’Impiego non cerca lavoro ai disoccupati ed agli inoccupati;
  2. L’iscrizione alle liste di disoccupazione comporta all’iscritto il beneficio di un’indennità erogata dall’INPS, se in possesso di determinati requisiti legati a lavori precedentemente svolti e tassati.
  3. L’ottenimento di informazioni di politiche attive, erogate dal Centro per l’Impiego, che aiutano il disoccupato e l’inoccupato a trovarsi un lavoro.
Quando ci si iscrive alle liste di disoccupazione il Centro per l’Impiego fa sottoscrivere all’iscritto un Patto di Servizio che vincola reciprocamente le parti a quanto stabilito dalla Legge e questa è una delle domande che volevo rivolgere, ed ho rivolto, alla responsabile del CPI che mi ha ricevuto.
Non che non sapessi totalmente cosa fosse perché è chiaramente scritto sullo stesso Patto ma non sapevo come il CPI dovesse comunicare all’iscritto i propri oneri verso di esso.

Un consiglio:
Quando andrete ad iscrivervi e vi faranno firmare il Patto di Servizio fatevene dare una copia perché è vostro diritto averla. A me non me l’avevano data né a maggio 2012 e né a luglio 2015 e l’ho dovuta richiedere via PEC.

Il Patto di Servizio in sostanza prevede quattro punti (che riporto come testualmente dal Patto da me sottoscritto):

1) Il soggetto si impegna a partecipare alla attività proposte dalla rete Regionale dei servizi per l’impiego.
2) Comunicare il verificarsi di qualsiasi circostanza che possa impedire la regolare partecipazione alle attività proposte dalla rete dei servizi per l’impiego di cui al punto 1, pena la decadenza dell’eventuale stato di disoccupazione.
3) Comunicare al Servizio l’inizio di un’attività lavorativa autonoma o imprenditoriale nonché l’eventuale variazione del domicilio, e di qualsiasi altro dato anagrafico.
4) Il Servizio per l'impiego si impegna a garantire l'informazione sulle modalità di fruizione dei servizi di politica attiva offerti dalla rete dei servizi regionali per l'impiego, sui programmi/interventi accessibili e ad aggiornare nelle proprie banche dati la scheda anagrafico-professionale del lavoratore.

In merito al punto 1):
rimando ogni considerazione, come già detto, a dopo l’incontro del 27 gennaio 2016.

In merito al punto 2):
ho chiesto alla responsabile del CPI: “Quindi essendo decaduto, come previsto dalla legge citata nella vostra lettera di invito all’incontro che ho dimenticato, il mio stato di disoccupazione risulto ora occupato ? Anche se non lo sono ?” 
Risposta:NO, lei è ancora disoccupato” (??????). 
Domanda:Mi vuole spiegare ?” 
Risposta:Secondo la nuova legge (Dlgs 150/2015 - nda) non si viene più cancellati dalle liste di disoccupazione se non ci si presenta agli incontri di politiche attive organizzati dal Servizio, si rimane disoccupati... si perde solo l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS."

In merito al punto 3):
non ho chiesto nulla perché tutto chiaro.

In merito al punto 4):
ho chiesto:”quindi ho una scheda anagrafica in questo ufficio ?”
Risposta: “Si eccola” (e me la mostrava aperta nel PC che aveva davanti). 
Domanda:C’è il mio Curriculum Vitae in quella mia scheda anagrafica ? Io l’avevo inviato via-email dopo la prima iscrizione a maggio 2012 anche se Voi non me lo avevate chiesto”. Risposta: 
“Siccome ha poi lavorato e si è re-iscritto quest’anno il curriculum andrebbe aggiornato”. Domanda: 
“Se non aggiorno il curriculum perché ritengo che i lavori svolti non siano influenti voi cancellate pure il vecchio curriculum dalla scheda ?”. 
Risposta: “Dovrei andare a vedere negli archivi” (il che dimostra che nella mia scheda aperta nel PC non c’era nessun curriculum !!!)

Al termine ho chiesto, essendo quindi ancora iscritto alle liste di disoccupazione, se potevo avere un nuovo appuntamento per ricevere l’erogazione del servizio di politiche attive e la responsabile mi ha condotto in altro ufficio per fissare l’appuntamento, il quale mi ha consegnato la lettera di convocazione che linkerò in calce a questo post assieme ad altri documenti fra cui le LEGGI (vecchie e nuove).
Ma prima passiamo alle leggi citate nelle due lettere di invito a partecipare agli incontri di erogazione servizi di politica attiva (caspita però ! mi erogano un servizio di politica attiva ... che fortuna !):
Nella prima lettera del 13 luglio 2015, con la quale mi si dava appuntamento per ricevere l’erogazione del servizio di politiche attive mi si raccomandava che se non mi fossi presentato il CPI avrebbe comunicato la cosa all’INPS che mi avrebbe revocato l’indennità di disoccupazione eventualmente erogata a mio favore, ai sensi della LEGGE 28 giugno 2012, n. 92 - art. 4 comma 41 lettera a). 

La lettera b) dello stesso comma recita:
“non accetti (il lavoratore destinatario di una indennità - nda) una offerta di un lavoro inquadrato in un livello retributivo superiore almeno del 20 per cento rispetto all'importo lordo dell'indennita' cui ha diritto.”

Domanda: 
Quale sarebbe il soggetto indicato nella legge che dovrebbe proporre al lavoratore destinatario di un’indennità di disoccupazione (disoccupato in questo caso) un’offerta di lavoro che il lavoratore rifiuti ?
E poi ancora: in che modo questo soggetto propone tale offerta di lavoro ?

Nella lettera consegnatami oggi per un nuova erogazione del servizio di politica attiva è citata un’altra legge, ossia il Dlgs 150/2015 (in attuazione del famoso Job Acts) entrato in vigore PARZIALMENTE il 24 settembre 2015 (parzialmente perché si deve attendere che un Decreto Ministeriale, se non Interministeriale, istituisca degli enti e delle procedure ancora inesistenti o non operative).
Tuttavia quando si tratta di togliere diritti acquisiti ai cittadini, anche bisognosi, le leggi le applicano subito, mentre per altre cose attendono l’emanazione dei Decreti di competenza dei Ministeri designati dalla legge (se attendiamo il tempo che è trascorso per le modalità di comunicazione del “Domicilio digitale del cittadino" introdotto con legge nel 2005 e non ancora attuato per mancanza di un simile Decreto ... stiamo freschi per altri 10 anni).

Ecco la seconda lettera: https://drive.google.com/open?id=0B...

Il Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150, all’art. 21 comma 7 lettera d) recita:
"in caso di mancata accettazione di un'offerta di lavoro congrua di cui all'articolo 20, comma 3, lettera c), in assenza di giustificato motivo, la decadenza dalla prestazione."

Esattamente la stessa identica condizione presente nella legge precedente. La domanda quindi è identica a quella fatta sopra.

Per riassumere quanto sopra:

A mio avviso i Centri per l’Impiego dovrebbero anche proporre offerte di lavoro, che io in tre anni non ho mai ricevuto, ma in compenso nel giro di tre mesi il Centro per l’Impiego è servito all’INPS il quale mi ha cancellato 45 giorni di indennità già MATURATI !
Faccio notare che il sottoscritto è un operaio specializzato che ha conseguito il livello 5° super intermedio con mansioni di capo cantiere in diverse occasioni (ad esempio per l’allestimento di tre sottostazioni di conversione linea 3 - Metropolitane milanesi - anni 1989 - 1990) e che ho lavorato successivamente anche con livelli inferiori pur svolgendole stesse mansioni (cfr. art. 2103 C.C.) pur di avere un reddito. 

Tuttavia a tutto c’è un limite, specie quando il costo della vita aumenta indipendentemente da crisi interne, internazionali e mondiali e chi ha dato tanto per raggiungere un certo livello professionale pretende, quanto meno, di non morire di fame o di non finire a dormire sotto un ponte con la propria famiglia (cfr. anche l’art. 36 Cost.). E non mi si vengano a raccontare le frottole che non c’è richiesta perché la legislazione in materia di installazione impianti elettrici è molto rigida e richiede gente qualificata per svolgere tale attività.
Extra-comunitari e compagnia bella possono essere validi AIUTANTI ma non certo professionisti e qualificati secondo le nostre normative, e siccome ho lavorato pure all’estero so bene come fanno gli impianti elettrici altrove.


Ad ogni modo, dato che in Italia il cittadino ha dei diritti riconosciuti dagli artt. 24 e 113 Cost.,  contro il provvedimento del Cpi (v. la prima lettera del Cpi del 13 luglio 2015 linkata sopra), potevo fare ricorso al TAR o al Capo dello Stato, ma siccome per ovvie difficoltà economiche tanto il ricorso al TAR quanto il ricorso straordinario al capo dello Stato hanno costi proibitivi anche per chi ha un lavoro (per il primo è obbligatorio l'avvocato anche per presentare il ricorso, e i tempi di risposta dei TAR sono assai più lunghi di quelli della giustizia ordinaria e per il secondo bisogna versare la bella somma di 650 euro) ho pensato di proporre istanza ai sensi dell'art. 118 Cost. ad altre istituzioni.

Eccola (piuttosto che subire sempre tutto in silenzio facciamo vedere che abbiamo un cervello anche noi comuni cittadini sudditi):
https://drive.google.com/open?id=0B3VJtb29p-kaYzFZNGkxTERzajQ

Se avete letto bene le due lettere e quanto riferitomi dall'esperta del Cpi noterete delle incongruenze (a significare che non sanno neppure loro come interpretare le leggi e cosa scrivere nelle lettere).

La nuova legge non prevede più la cancellazione alle liste di disoccupazione (diceva l'esperta) ma nella seconda lettera di invito all'incontro di politiche attive si parla di cancellazione.
La nuova legge parla di decadenza dello stato di disoccupazione se non ci si presenta per tre volte consecutive agli incontri organizzati dal nuovo ente che dovrà ancora essere istituito con Decreto Ministeriale (o Interministeriale) altro che balle.

Attendo con ansia il 27 gennaio perché sono veramente curioso di sapere cosa dovranno insegnarmi, specie sulla stesura di un curriculum che manco hanno chiesto e che manco hanno letto (come fanno pure molte agenzie di lavoro interinale).

Concludo confermando l'assoluta INUTILITA' di detti Centri per l'Impiego che non sto neppure a ripetere perché sono stati istituiti, con riferimento al precedente post che avevo indicato in apertura.

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