INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

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ALL'INTERNO DI MOLTI POST CI SONO DEI COLLEGAMENTI IPERTESTUALI CHE RIMANDANO AD ALTRI POST O FONTI - SONO RICONOSCIBILI DAL COLORE DEL CARATTERE BLU IN GRASSETTO

mercoledì 17 ottobre 2012

Ho letto un articolo in un Blog sul rifiuto della scheda elettorale


Questo è il link alla fonte con le contestazioni sul testo delle istruzioni che alcuni davano:
Estrapolo dal testo e commento:

"Quando si va al seggio e dopo che le schede sono vidimate si dichiara che ci si rifiuta di votare e si vuole che sia messo a verbale."

Commento:
Quando si va alla sezione elettorale (preferisco questo termine per non confonderlo col seggio assegnato ai rappresentanti eletti - la poltrona - seggio deriva infatti da "sedia") ci si presenta con documento valido che dichiara l'identità dell'elettore, la tessera elettorale che attesta il suo diritto al voto, ci si fa registrare e stop! Le schede elettorali sono già vidimate (perché le vidimano il giorno prima a sezioni elettorali chiuse)

"Le schede di rifiuto vengono CONTATE e sono VALIDE, contrariamente alle schede nulle o bianche o all’astensione dal voto. Nessun media (chiaramente) ne parla, sembra che i giochi della CASTA siano gia’ fatti, come al solito la gente andra’ a votare il ‘meno peggio’ (...)"

Commento:
Perché l'autore non cita il testo legislativo che afferma che "la scheda rifiutata è valida ?".
Risposta:
Perché la legge elettorale non lo lascia intendere neppure lontanamente. I seggi mancanti vengono assegnati semplicemente mediante un premio di maggioranza.
L'autore però linka in calce al post "Il Manuale elettorale" - le norme per le elezioni politiche - dal sito della Camera da cui si evince:

Art. 62 D.P.R. 361/57 - testo Unico delle Leggi Elettorali
"Se l’elettore non vota entro la cabina, il presidente dell’Ufficio deve ritirare la scheda, dichiarandone la nullità e l’elettore non è più ammesso al voto."

La Legge elettorale in vigore (Legge 270/2005) ha modificato il suddetto art. 62 - NON LO HA ABROGATO. La modifica è stata infatti la seguente:
Art. 6 comma 20:
" All’articolo 62 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, le parole: «le schede» sono sostituite dalle seguenti: «la scheda»."

ed ora riscrivo la frase dell'autore del post:
"Le schede di rifiuto vengono CONTATE e sono VALIDE, contrariamente alle schede nulle".

Inoltre mi sembra abbastanza contraddittorio ritenere una "bufala" il rifiuto della scheda, ossia che non si possa rifiutare la scheda elettorale e poi dichiari che "la scheda rifiutata, a differenza delle schede nulle e bianche, è valida"
Si può rifiutare la scheda ? ... oppure no ? ... questo è il punto.


Procediamo:

"I reclami di cui si parla nella legge elettorale - continua Ronchi - possono riguardare solo ed esclusivamente il corretto svolgimento delle operazioni elettorali (timbratura delle schede, accertamento della identità degli elettori, spoglio dei voti ecc) e non certo la messa in discussione della legge elettorale stessa che deve essere fatta con ricorsi specifici all’ordinamento giudiziario".

Commento:
I reclami a cui si fa riferimento non sono citati nella legge elettorale (Legge 270/2005) ma nel D.P.R. 361/57 (che l'autore del post cita pure più avanti) che sarebbe il Testo Unico delle leggi elettorali.

"In realtà, la bufala risale alle elezioni del 2008 e come spiega Alessandro Ronchi sul suo blog, "non è prevista da alcuna norma la possibilità di recarsi al seggio per rifiutare la scheda facendo mettere a verbale una propria dichiarazione sul perché del rifiuto".

Commento:
ma non è prevista neppure alcuna norma che lo vieta.

"I reclami di cui si parla nella legge elettorale - continua Ronchi - possono riguardare solo ed esclusivamente il corretto svolgimento delle operazioni elettorali (timbratura delle schede, accertamento della identità degli elettori, spoglio dei voti ecc) e non certo la messa in discussione della legge elettorale stessa che deve essere fatta con ricorsi specifici all’ordinamento giudiziario".

Commento:
Riporto il testo integrale dell'art. 104 del D.P.R. 30 marzo 1957 n. 361 e successive modificazioni.

"1. Chiunque concorre all'ammissione al voto di chi non ne ha il diritto o alla esclusione di chi lo ha o concorre a permettere a un elettore non fisicamente impedito di farsi assistere da altri nella votazione e il medico che a tale scopo abbia rilasciato un certificato non conforme al vero, sono puniti con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa sino a lire 2.000.000. Se il reato è commesso da coloro che appartengono all'Ufficio elettorale, i colpevoli sono puniti con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a lire 4.000.000. 
2. Chiunque, appartenendo all'Ufficio elettorale, con atti od omissioni contrari alla legge, rende impossibile il compimento delle operazioni elettorali, o cagiona la nullità delle elezioni, o ne altera il risultato, o si astiene dalla proclamazione dell'esito delle votazioni è punito con la reclusione da tre a sette anni e con la multa da lire 2.000.000 a lire 4.000.000. 
3. Chiunque, appartenendo all'Ufficio elettorale, contravviene alle disposizioni dell'articolo 68, è punito con la reclusione da tre a sei mesi. 
4. Chiunque, appartenendo all'Ufficio elettorale, ostacola la trasmissione, prescritta dalla legge, di liste elettorali, di liste di candidati, carte, plichi, schede od urne, ritardandone o rifiutandone la consegna od operandone il trafugamento anche temporaneo, è punito con la reclusione da tre a sette anni e con la multa da lire due milioni a lire quattro milioni. 
5. Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000. 
6. I rappresentanti dei candidati nei collegi uninominali e delle liste di candidati che impediscono il regolare compimento delle operazioni elettorali sono puniti con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da lire 2.000.000 a lire 4.000.000. 
7. Chiunque, al fine di votare senza averne diritto, o di votare un'altra volta, fa indebito uso del certificato elettorale è punito con la pena della reclusione da sei mesi a due anni e con la multa sino a lire 4.000.000. 
8. Chiunque, al fine di impedire il libero esercizio del diritto elettorale, fa incetta di certificati elettorali è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000."

Riscrivo il comma 5:
"Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000." 

Non è scritto di che reclami e proteste si tratta (timbratura delle schede, accertamento della identità degli elettori, spoglio dei voti, ecc.) ... quindi da dove esce questa puntualizzazione ?

Come ho già detto spesso citando un aforisma di Martin Luther King:
"Verrà il momento in cui una persona deve scegliere ciò che non è sicuro, ciò che non è conveniente e ciò che non è popolare, ma lo sceglie perché è giusto".

Quindi ognuno si faccia guidare dalla propria COSCIENZA.
Se ritenete che votare alle elezioni non si è complici di questo sistema marcio ed anti-costituzionale, o che esiste un meno peggio che merita il voto e la fiducia, o che continuare a votare alle condizione imposte dai NON sovrani SIA GIUSTO ... continuate pure a votare.

Post correlato: Astensionismo attivo


AGGIORNAMENTO  POST  AL  29  OTTOBRE  2012

Notizia fresca fresca in occasione delle elezioni amministrative regionali Sicilia.

AGGIORNAMENTO  AL  6 FEBBRAIO 2013


Da tempo non andavo a vedere cosa blateravano ancora in quel Blog ... ora ci sono andato e noto che ancora blaterano.


AGGIORNAMENTO DEL POST

La questione è stata appianata dal Ministero dell'Interno che, su una richiesta di chiarimenti inviatagli, in accordo con altro Movimento Astensionista costituitosi nel 2007, che detto Movimento ha inviato a suo nome, ha emanato una circolare ministeriale a fine gennaio 2013 (prima delle ultime elezioni politiche quindi) che chiariva la questione.

Il succo delle circolare emanata è praticamente il seguente:

La legge non prevede il rifiuto delle schede elettorali ma NON LO VIETA NEPPURE. L'elettore pertanto può rifiutare la scheda e fare allegare a verbale dichiarazioni scritte o fare annotare QUELLO CHE CREDE, comprese le motivazioni del rifiuto delle schede.

Se ancora qualcuno dovesse sollevare le solite vecchie obiezioni è soltanto un servo di partito, che deve avere qualche particolare interesse legato ai partiti (magari parenti o amici nel loro interno).


Dopo le elezioni politiche, avendo appreso da alcuni astensionisti attivi che molti presidenti di sezione facevano apporre il timbro sulle tessere elettorali anche di chi rifiutava le schede, scrissi al Ministero il quale con una seconda circolare indicava che le tessere elettorali degli astensionisti attivi non devono essere timbrate. (qui la mia osservazione inviata al Ministero)

7 commenti:

  1. Sono 20 anni che mi reco al seggio elettorale e rifiuto la scheda! Ritengo sia un modo... quanto meno... NON SCONTATO... di esprimere lo schifo del medio cittadino (ovvero popolo sovrano) verso i politicanti che insudiciano ed infestano la politica nel nostro Paese.
    Si tratta di incoraggiare questa pratica FORNENDO MOTIVAZIONI POLITICHE E TECNICHE CHE DIANO UN SENSO DI UTILITA' ALLA SCELTA DI NOPN SCEGLIERE!
    L'inutilità del dissenso attuato tramite scheda nulla ovvero bianca o, peggio, non andando al seggio dev'essere evidenziata! Le schede rifiutate dimostrano che l'elettore non è sordo al richiamo dell'impegno a lui richiesto, ma non accetta la logica della Casta ovvero dei soliti noti... che hanno trasformato questa democrazia in qualcosa di viscido e schifoso.
    Quando ci saremo contati... tramite le schede rifiutate... delle quali chiederemo conto... passeremo alla seconda fase di questta che cerca di essere una bonifica civile di questo cancro mortale che ci divora e si chiama partitocrazia!

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  2. Alle politiche 2013 la mia motivazione SCRITTA e lasciata a fianco alla scheda rifiutata sarà semplice ... due righe " non voto con una legge elettorale incostituzionale" ... mi faccio timbrare copia della dichiarazione e raccoglierò tutte le dichiarazioni di chi avrà fatto la stesa cosa. Poi vedremo come fare per sturare le orecchie dei cosiddetti "onorevoli".
    Grazie Gino del tuo gradito contributo (non sono tanti i coraggiosi in Italia - e si vede pure :-)

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  3. di sicuro sarà un passo avanti per tanti poterlo fare e informattizare anche tanti altri che la pensano come noi

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  4. Ciao Augusto e grazie della tua testimonianza.

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  5. Bruno, senza saperlo stiamo divulgando la stessa cosa, u Facebook me ne stanno dicendo di tutti i colori o non rispondono ai miei commenti quando illustro le normative, compreso il manuale elettorale per le elezioni politiche 2013 (http://www.camera.it/465?area=1&tema=682&Elezioni+politiche+2013+-+Manuale+elettorale). I e membri della mia associazione culturale abbiamo optato per l'astensionismo attivo, com una modulistica leggermente diversa dalla tua ma solo nelle motivazioni. Bruno continuiamo tutti così il più possibile, prima o poi ci sentiranno.

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  6. L'utilità della Rete consiste in questo, Alessandro. Le motivazioni del rifiuto della scheda, come ho puntualizzato nel mio primo post sulla materia in questo Blog, possono essere diverse e a piacere ... di motivazioni ce ne sarebbero a centinaia. L'importante è pretendere ANCHE questo diritto perché a mio avviso questi mercenari della politica non devono più essere legittimati. Ciao e grazie della tua testimonianza

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    1. Verissimo, ma noi abbiamo optato, per semplicità, di addure come motivazione la mancanza rappresentatività. Quello che ci ferisce di più è che dobbiamo pretendere ciò che è già nostro di diritto...si parla tanto di diritti acquisiti, di dare diritti a destra e a manca, ma alla fine quelli basilari, sanciti dalla Costituzione, sembra che siano opinabili per l'attuale partitocrazia.

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