INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

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sabato 30 aprile 2011

Facciamo chiarezza - Referendum del 12-13 giugno 2011

Come ho più volte espresso in varie note e commenti il Referendum abrogativo ai sensi dell'articolo 75 della Costituzone italiana che recita:
Art. 75.
" - È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
- Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
- Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
- La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
- La legge determina le modalità di attuazione del referendum."

è stato regolamentato con grande SFORZO dai rappresentanti eletti, ed è stato trasformato da strumento di Democrazia Diretta, di cui è titolare il popolo (per esercitare un controllo ed un'azione correttiva all'operato degli eletti), in uno strumento Plebiscitario e di fatto se ne sono impossessati i politici stessi per ostacolare la sovranità che appartiene al popolo e farne spesso un uso propagandistico. I politici sfruttano qualsiasi cosa per competere solo ed esclusivamente per il trono (che poi usano per i soli loro interessi).

Una dimostrazione di tutto ciò la stiamo vivendo in questi giorni a motivo delle propagande che molti politici e partiti stanno facendo, senza però mettere a fuoco i motivi che portano a certe situazioni e/o scelte dei governanti di turno.
Questo accade, ovviamente, perché quando saranno (DI NUOVO) al potere coloro che ora sbraitano perché all'opposizione (se così la vogliamo definire) potranno fare ciò che fa attualmente chi ha la maggioranza parlamentare ed è al Governo (lo abbiamo già appurato con l'uso della prima prescrizione breve dei processi e della legge elettorale Porcellum, tanto criticate ma mai modificate ed ancora esistenti).

In sostanza incolpano il dittatore di turno senza però evidenziare che le manovre da esso scelte sono legittimate dalla Legge attuativa del Referendum abrogativo, partorita con BEN 22 anni di ritardo dall'entrata in vigore della Costituzione italiana e che hanno dovuto introdurre a motivo delle insistenti pressioni di qualcuno, e malvolentieri. Già dalla nascita della Costituzione italiana i nostri rappresentanti hanno rigettato quanto chiaramente espresso all'art. 1 comma 2:

"La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."
(forme che  prevedono appunto l'azione referendaria popolare per l'abrogazione delle leggi ordinarie approvate dal Parlamento).

e lo hanno fatto limitando oltremodo lo strumento referendario abrogativo quando hanno emanato la sua Legge attuativa di cui si parla al comma 5 dell'art. 75 della Costituzione (sopra riportato integralmente).
Alcuni aspetti limitativi si possono verificare attraverso questa Petizione online:
Detta legge recita:

Legge 25 maggio 1970, n. 352.
Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo
Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 15 giugno 1970, n. 147.
Art. 39
"Se prima della data dello svolgimento del referendum, la legge, o l'atto avente forza di legge, o le singole disposizioni di essi cui il referendum si riferisce, siano stati abrogati, l'Ufficio centrale per il referendum dichiara che le operazioni relative non hanno più corso".

Nella fattispecie della propaganda politica in atto da parte di alcuni e delle decisioni dell'attuale Governo occorre evidenziare che:

Per evitare un Referendum già indetto e programmato occorre una Legge, di pari valore a quella richiamata dal quesito referendario, che soddisfi le richieste contenute nel quesito referendario stesso. Un atto del Governo avente valore di legge può essere solo un Decreto Legge, che ha però una validità temporanea se non viene poi convertito il Legge dal Parlamento.

Art. 77 Cost.
"- Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.
- Quando, in casi straordinari di necessità e d'urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.
I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti."

Per tornare alla questione Nucleare, di cui si parla attualmente, se il Governo ha emanato un Decreto Legge mentre si attende che il Popolo si esprima con Referendum già indetto, questo Decreto Legge deve essere PRIMA convertito in Legge dal Parlamento (altrimenti perderebbe efficacia dopo 60 giorni dalla sua pubblicazione sulla G.U.), la Legge di conversione deve essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale (altrimenti non sarebbe in vigore) e POI si dovrà esprimere "L'ufficio centrale del Referendum, istituito presso la Corte di Cassazione sull' eventuale annullamento del Referendum o del quesito referendario interessato dalla Legge di modifica".

Spetta a questo Ufficio valutare e sentenziare se la Legge di modifica soddisfa la richieste del quesito referendario e quindi di annullare il referendum o il quesito referendario, nel caso che la votazione comprenda più quesiti referendari.

Legge 25 maggio 1970, n. 352.
Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo
Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 15 giugno 1970, n. 147.
 Art. 39
"Se prima della data dello svolgimento del referendum, la legge, o l'atto avente forza di legge, o le singole disposizioni di essi cui il referendum si riferisce, siano stati abrogati, l'Ufficio centrale per il referendum dichiara che le operazioni relative non hanno più corso".

Dipenderà quindi dalla Magistratura, non dal Governo e nemmeno dal Parlamento, se il 12 ed il 13 giugno andremo a votare 1, 2, 3 o 4 quesiti referendari.


Legge 25 maggio 1970, n. 352.
Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo
Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 15 giugno 1970, n. 147.
 Art. 12
"Presso la Corte di cassazione è costituito un ufficio centrale per il referendum, composto dai tre presidenti di sezione della Corte di cassazione più anziani nonché dai tre consiglieri più anziani di ciascuna sezione. Il più anziano dei tre presidenti presiede l'ufficio e gli altri due esercitano le funzioni di vice presidente."

CONCLUSIONI:
Al di la dell'uso che ne hanno fatto i politici dello strumento di Democrazia Diretta del Referendum abrogativo ex art. 75 Cost. e del fatto che qualcuno di loro ce ne abbia gentilmente concesso l'utilizzo, proponendolo e raccogliendo le firme necessarie con i nostri soldi (che poi recupererà se sarà raggiunto il quorum), cerchiamo di documentarci e di andare a votare senza dare troppo peso alle campagne e propagande politiche dei partiti e/o dei politici.

Cerchiamo di dimostrare la nostra volontà di essere sovrani almeno quando ci è consentito esprimerci e a prescindere dalla scelta (Sì o No) per non invalidare il 25simo referendeum per mancato raggiungimento di quello stramaledetto Quorum, strumentalizzato anch'esso dai politici di turno al potere, e lasciare sempre tutto come è stato deciso dai politici....
in attesa che il popolo si impossessi realmente di tale strumento di Democrazia Diretta, ne chieda altri ancora, rimuovendo quegli ostacoli posti dalla Casta all'effettivo esercizio della sovranità popolare che spetta di diritto ai cittadini ELETTORI, utilizziamo questo strumento per dire la nostra !

AGGIORNAMENTO  DEL  POST

Un modo per chiedere agli eletti di rimuovere gli ostacoli citati e di dare il giusto peso alla democrazia diretta e quindi alla sovranità del popolo è chiaramente espresso nel disegno di legge di iniziativa popolare "Quorum Zero e Più Democrazia".


Occorre fare lo sforzo di leggere attentamente la relazione introduttiva e i 18 articoli del disegno di legge per comprenderne l'importanza.



Bruno Aprile - tel. 347 2954867 - Locate Varesino (CO) - CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta

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