venerdì 22 marzo 2013

Il Sindaco di Alessandria a Servizio Pubblico

"Il pareggio di bilancio ... sarà anche un principio costituzionale ma ... ci sta ammazzando" (dice la sindachessa di Alessandria - ascolta il video sotto linkato all'istante 05:45).

Ma guardate i suoi colleghi di partito in parlamento come hanno votato (lo scorso anno) il pareggio di bilancio in Costituzione in tutte e quattro le letture:



  • Prima lettura alla Camera: PD = 180 favorevoli - 0 contrari
  • Seconda lettura al Senato: PD = 94 favorevoli - 0 contrari
  • Terza lettura alla Camera: PD = 192 favorevoli - 0 contrari
  • Quarta lettura al Senato: PD = 101 favorevoli - 0 contrari
Il post che avevo scritto sul tema coi link di tutte le votazioni è questo:

La Sindachessa di Alessandria con quale gruppo si è presentata alle elezioni comunali nel 2012 ?
"Io sono del PD" (ha detto in trasmissione - ascolta il video linkato qui sotto all'istante 04:25  ).

Ecco il  Video: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/03/22/servizio-pubblico-rabbia-di-rita-rossa-sindaco-di-alessandria/225723/

Se un cittadino si candida con un partito che non soddisfa le sue aspettative, e/o le scelte del partito vanno contro i suoi ideali, creando pure dei problemi allo svolgimento del suo ruolo di Sindaco, esce da quel partito ... che ci resta a fare ?

Se rimane in quel partito lo fa solo per mantenere la POLTRONA e/o per fare carriera (un sindaco che comincia ad andare spesso in TV - in trasmissioni di parte fra l'altro - è molto probabile che sia già stato designato dal partito per le poltrone più alte e sostanziose del parlamento - v. l'ex sindaco di Firenze Matteo Renzi dove è finito senza neppure essere stato eletto).

Ad ogni modo a cosa serve diventare sindaco di un Comune dopo essersi schierato con un partito che in parlamento vota delle leggi che, contrariamente a quanto stabilito dalla Costituzione italiana, ostacolano o bloccano il suo ruolo e le attività di un'intera amministrazione ?

L'art. IX delle disposizioni transitorie e FINALI e l'art. 5 della Costituzione italiana evidenziano chiaramente un graduale decentramento (passaggio di poteri dagli organi  centrali a quelli periferici degli enti locali) e la Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 ha maggiormente definito tale orientamento con la modifica dell'art.  117 Cost.
Tuttavia gli organi centrali (parlamento e governo) continuano a fottersene dell'autonomia e dell'indipendenza degli enti locali legiferando spesso in senso opposto.


E' ovvio che le lamentele di alcuni sindaci che inveiscono contro gli organi centrali sono chiacchiere e nulla più (fumo negli occhi agli sprovveduti elettori)  per il semplice fatto che gli amministratori eletti a livello locale sono membri degli stessi partiti in parlamento e credo sia abbastanza notorio il fatto che i partiti sono associazioni assolutamente verticistiche prive di democrazia interna dove ogni eletto o fa quello che dice la dirigenza del partito o puoi scordarsi la poltrona, l'attenzione dei media, etc.

Ad alcuni in politica piace ostentare il proprio saper parlare per mera megalomania (oltre che per gli agi che la politica in Italia offre), e non si rendono neppure conto delle stupidaggini che affermano davanti a milioni di telespettatori.

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