INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

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sabato 24 settembre 2011

Cos'è la Politica? Chi deve farla? In che modo?

La politica, secondo un'antica definizione scolastica, è l'Arte di governare le società. Il termine, di derivazione greca (da polis "πόλις", città), si applica tanto all'attività di coloro che si trovano a governare quanto al confronto ideale finalizzato all'accesso all'attività di governo o di opposizione.
La prima definizione di "politica" (dal greco πολιτικος, politikós) risale ad Aristotele ed è legata al termine "polis", che in greco significa la città, la comunità dei cittadini; secondo il filosofo, "politica" significava l'amministrazione della "polis" per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano. Altre definizioni, che si basano su aspetti peculiari della politica, sono state date da numerosi teorici: per Max Weber la politica non è che aspirazione al potere e monopolio legittimo dell'uso della forza; per David Easton essa è la allocazione di valori imperativi (cioè di decisioni) nell'ambito di una comunità; per Giovanni Sartori la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane.
Al di là delle definizioni, la politica in senso generale, riguardante "tutti" i soggetti facenti parte di una società, e non esclusivamente chi fa politica attiva, ovvero opera nelle strutture deputate a determinarla, la politica è l'occuparsi in qualche modo di come viene gestito lo stato o sue substrutture territoriali. In tal senso "fa politica" anche chi, subendone effetti negativi ad opera di coloro che ne sono istituzionalmente investiti, scende in piazza per protestare.
L'articolo 3 comma 2 della Costituzione italiana recita:"È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."
Cosa avviene nella realtà nei paesi dove la politica diventa facoltà/diritto di POCHI ? Per volere di POCHI ?
Avviene quello che vediamo tutti noi coi nostri occhi, che sentiamo con le nostre orecchie e che viviamo sulla nostra pelle.


Da quanto tempo assistiamo a risse, liti fra i membri dei principali organi dello Stato italiano ?
La destra che accusa la sinistra di dire menzogne e la sinistra che fa altrettanto alla destra. I magistrati che criticano la politica ed i politici che criticano i magistrati.


I cittadini sovrani devono solo essere spettatori impotenti e dovrebbero anche riporre fiducia in chi dimostra di non fidarsi nemmeno dei "migliori cittadini" che dovrebbero governare per il benessere collettivo ?


Maggioranza ed opposizione devono instillare fiducia nel sistema rappresentativo ed occuparsi con soluzioni e/o proposte differenti dei problemi della collettività e della nazione ? .... oppure devono insultarsi e definirsi falsi, demagoghi, sfruttatori, etc. ?


Se insisteranno con questo modo di fare politica e di interpretare la politica, escludendo i legittimi sovrani dal farla, difficilmente riconquisteranno la fiducia di quei cittadini che non votano più nessuno !


La politica è aperta a TUTTI (art. 3 comma 2 Cost.) ed il modo per farla è scritto anche agli artt. 46, 50, 51, 71, 75, 102, 118 e 138 della Costituzione italiana, oltre che all'art. 49.

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