INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

INUTILE  CERCARE  DI  FERMARE  LE  IDEE
ALL'INTERNO DI MOLTI POST CI SONO DEI COLLEGAMENTI IPERTESTUALI CHE RIMANDANO AD ALTRI POST O FONTI - SONO RICONOSCIBILI DAL COLORE DEL CARATTERE BLU IN GRASSETTO

lunedì 5 marzo 2012

Parlamento e Media italici (di merda)

Dopo avere notato su piattaforma Facebook una notizia, A DIR POCO raccapricciante, che non mi convinceva per come formulata e che comunque ritengo tuttora inesatta (v. nota e foto in calce), mi sono documentato dopo avere chiesto maggiori dettagli sulla fonte della notizia.

Un utente Facebook mi ha fornito il link dal sito della Camera dei deputati e dopo ulteriori ricerche apprendo che:

Su iniziativa del Governo, è stata presentata al parlamento in data 23 marzo 2011 una prima proposta di legge volta a modificare l'art. 81 della Costituzione italiana.

La proposta ha poi inglobato altre proposte in un Testo unificato titolato alla fine "Introduzione del pareggio di bilancio nella carta costituzionale" volto a modificare gli artt. 81, 97, 117 e 119 della Costituzione italiana.

La proposta è stata esaminata per la prima volta il 5 ottobre 2011 dalle Commissioni parlamentari  della Camera dei deputati: "Affari costituzionali" e "Bilancio e Tesoro" in seduta comune. L'esame si è concluso il 10 novembre 2011. La proposta è poi passata in discussione alla Camera dei deputati il 23 novembre 2011 ed è stata approvata in data 30 novembre 2011. In data 1 dicembre 2011 è stata trasmessa alle Commissioni "Affari costituzionali" e "Bilancio" del Senato. Il suo esame in Commissione è iniziato il 7 dicembre 2011 e si è concluso in data 14 dicembre 2011. Lo stesso giorno è stata trasmessa al Senato ed è stata discussa ed approvata il giorno successivo (15 dicembre 2011).
Entrambe le votazioni in PRIMA delibera e il Senato ha votato senza apportare alcuna modifica al Testo unificato.

A questo punto la procedura avrebbe dovuto prevedere la PUBBLICAZIONE sulla Gazzetta Ufficiale della legge deliberata in prima votazione per permettere a 1/5 dei membri di una  camera, o a 5 Consigli regionali, o a 500.000 cittadini elettori di ricorrere a referendum confermativo ai sensi dell' art. 138 cost.

Personalmente non ho sentito alcuna notizia ... e attraverso la  Rete internet anche adesso non trovo traccia della pubblicazione sulla G.U. di tale legge.

Sembra che la proposta sia ora già in Commissione parlamentare per la seconda votazione e secondo alcune voci stanno tutti (i membri del parlamerda) sveltendo i lavori per votarla definitivamente in seconda seduta entro fine marzo !

Personalmente non ho letto il contenuto della proposta di legge perché LO SCANDALO sta nel fatto che stanno facendo tutto in sordina (come fanno molto spesso con le leggi ordinarie) per evitare il referendum e l'informazione !
I nostri "rappresentanti" stanno praticamente pretendendo di modificare la legge fondamentale italiana senza neppure informare la popolazione ... i padri costituenti ancora in vita che ne pensano ?

Se il popolo non si sveglia adesso finiremo nella MERDA TOTALE.
Svegliarsi INIZIANDO COL NON VOTARE PIU' NESSUNO ... Chi cazzo vuoi votare visto che sono tutti d'accordo e fanno il possibile per evitare ogni referendum ! (464 voti alla Camera e 255 voti al Senato in prima seduta).

Dimenticavo una cosa (che agli italioti va sempre rimarcata):
anche se avessero avvisato in tempo per come hanno regolamentato con la legge attuativa 352/70 il referendum... col CAZZO 10 cittadini avrebbero potuto raccogliere 500.000 firme autenticate in soli 3 mesi ! (i 5 consigli regionali e 1/5 dei membri della stessa Casta sono da ESCLUDERE in certi casi !)

Tutti i lavori parlamentari al riguardo si trovano a questo link.

Firmate invece questa proposta di legge di iniziativa popolare volta a modificare la Costituzione, ma per dare al POPOLO il giusto potere che in una Democrazia deve avere, ora più impellente che mai ! Non a quella gente !

Nota:
La notizia di cui parlavo in apertura è raffigurata nella foto sottostante, ma nel testo del disegno approvato in PRIMA votazione dalle Camere (questo):

  • non si legge alcuna modifica dell'art. 138 della costituzione.
  • Inoltre il 5 marzo è già trascorso ma non si è modificato ancora nulla. I tre mesi dalla prima alla seconda delibera scadranno il 15 marzo (dalla prima alla seconda votazione devono trascorrere non meno di tre mesi).
  • Dalla notizia estrapolo: " ... verrà modificato l’articolo 81 della Costituzione. QUALUNQUE tipo di decisione presa dal governo in materia economica non avrà bisogno di verifica parlamentare e/o APPROVAZIONE".L'attuale art. 81 recita: " Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo. L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi. Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese. Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte." Il testo unificato approvato in prima votazione dalle camere recita: " 
    ART. 1. 1. L’articolo 81 della Costituzione è sostituito dal seguente:
    « ART. 81. – Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio
    bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.
    Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del
    ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.
    Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte.
    Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo
    presentati dal Governo.
     L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.
    Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad
    assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del
    debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto
    dei princìpi definiti con legge costituzionale ».
Mi piacerebbe sapere dagli estensori di questa notizia dove leggono che il parlamento non dovrà più approvare qualunque decisione presa dal governo in materia economica.

Il pericolo di questa legge sta invece in questa frase... a mio avviso:
"Il ricorso all’indebitamento è consentito ... etc. etc." che, se fate caso, non c'era nel testo originale proposto inizialmente (v. sopra). Questa frase è stata aggiunta nel testo unificato che comprendeva altre proposte che si è cercato forse di mascherare unendo in un testo unico (approvato da tutti) tutte le varie proposte. 


Comunque, oltre alla forzatura della notizia c'è un particolare che NON emerge, né dalla notizia e né dalla sua fonte (ma non è una novità), ovvero la soluzione.


Molti diffondono notizie, anche accuratissime (non è questo il caso) e reali, ma non offrono/propongono mai una soluzione... a che cazzo serve diffondere notizie senza proporre soluzioni ? A seminare panico ? preoccupazioni ? rassegnazione ? ... o a scatenare guerre o rivolte civili ? (che poi faranno i soliti 4 gatti come già accaduto in passato).
L'unione il popolo deve cominciare a coltivarla per utilizzare gli strumenti legittimi, costituzionali e previsti dalla legge che possiede attualmente ! e partendo dai singoli Comuni ! Non c'è altra via... ma se mai si approfondisce e ci si informa ... mai si caverà un ragno da un buco ! Art. 8 Dlgs 267/00





AGGIORNAMENTO AL 7 MARZO (DOPO ULTERIORI RICERCHE)

leggere questa notizia !

ULTERIORE AGGIORNAMENTO (dopo alcune delucidazioni richieste ad un Senatore nel suo Blog)


Ritengo opportuno, essendo in tema col post, riportare uno scambio avuto sulla questione con il Senatore Felice Belisario (IDV) avvenuto nel suo Blog.

Riportando la parte inerente alla questione oggetto di questo post, estrapolo dal mio primo commento, quindi dalla risposta del Senatore, ed ulteriore mio commento (in attesa di moderazione):

Bruno Aprile ha detto:
"Pare che entrambe le camere si siano già espresse in prima votazione sulla proposta di legge che vuole modificare l'art. 81 della Costituzione. A me risulta che dopo la prima deliberazione la proposta deve essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale per poter dar modo ai 5 consigli regionali, a 1/5 dei membri della camera e a 500.000 cittadini elettori di ricorrere a referendum entro 90 giorni. Io non ho trovato alcuna notizia al riguardo e se così fosse non ci sarebbe più il tempo per indire referendum prima della seconda deliberazione. Mi potrebbe dare conferma per cortesia ? Grazie"
Felice Belisario ha detto:
"Per quanto riguarda la riforma dell'articolo 81 della Costituzione non si ha luogo a referendum se almeno due terzi della Camera e del Senato votano una riforma. Dunque, quando sarà completato l'iter delle quattro letture la legge sarà pubblicata in Gazzetta ma non vi sarà nessuna possibilità di chiedere il referendum perché nelle prime tre letture la maggioranza dei due terzi è stata superata abbondantemente e così sarà anche nella quarta e decisiva lettura in programma tra qualche settimana al Senato."
Bruno Aprile ha detto:
"Grazie della risposta Senatore ma la questione non mi è ancora chiara del tutto e formulo meglio la questione che mi preoccupa:
Secondo l'iter pubblicato nel sito della camera stessa e secondo quanto si legge all'art. 138 Cost. una legge costituzionale votata in prima seduta dovrebbe essere pubblicata comunque sulla G.U.
L'art. 138 dice chiaramente che non si fa luogo a referendum se votata in seconda seduta dai 2/3 dei membri di entrambe le Camere quindi io comprendo che dalla prima alla seconda votazione si può chiedere referendum. Se questo viene esaminato o fissato ed in seconda votazione votano i 2/3 allora non si fa più luogo a referendum... anche se fissato. D'altra parte non ci sarebbe nulla di strano poiché è previsto anche per i referendum ex. art. 75 cost. già fissati, il non avere più luogo se il legislatore fa un passo indietro e apporta modifiche alla legge da abrogare concordemente alle richieste del comitato promotore il referendum. Grazie ancora e un cordiale saluto
"

Felice Belisario ha detto: 

"@brunoaprile
L'articolo 138 prevede espressamente che il referendum può essere richiesto se in seconda lettura le due Camere non esprimono una maggioranza di due terzi. Bisogna dunque attendere l'ultimo voto prima di organizzare la raccolta di firme. Non mi risulta che dopo la prima lettura vi sia alcuna pubblicazione sulla G.U. né che alcuna dottrina abbia previsto che si possa cominciare la raccolta di firme dopo la prima lettura."
Bruno Aprile ha detto:
"Come diceva il compianto e buon Totò, senatore, è qui che casca l'asino. Dottrine, prassi e leggi attuative dei principi costituzionali. Nella fattispecie del caso è l'art. 3 della Legge 352/70 che definisce l'iter ma per quanto già esposto non mi pare che il legislatore abbia voluto cogliere la sostanza espressa all'art. 138 cost.
Una legge costituzionale deve essere approvata dai 2/3 in seconda votazione (terza e quarta lettura) per non far luogo a referendum... questo io leggo dall'art. 138.
Quindi il senso del referendum sta nel fatto che dopo una prima votazione (prima e seconda lettura) anche con i 2/3 dei voti di entrambe le camere il popolo può chiedere referendum e questo potrebbe anche influire sulla seconda votazione (terza e quarta lettura)."

Fonte dello scambio
______


COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Sezione II
Revisione della Costituzione. Leggi costituzionali.

Art. 138.


  • "Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. 
  • Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
  • Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti."
Se fosse come dice il Senatore il comma 3 del suddetto articolo sarebbe stato scritto:
"Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella prima votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti." 

In questo caso non ci sarebbero dubbi.

Citazione:
Colui che non nutre dubbi, almeno nelle cose importanti, è quello più incline a prenderlo nel culo (Bruno Aprile).

Post correlato: Dal Blog di un parlamentare - Democrazia Diretta
Video correlato: Il Mito del parlamento sovrano


AGGIORNAMENTO DEL 01 GENNAIO 2017

Circola in rete una notizia che lascerebbe intendere che la Corte Costituzionale abbia bocciato il "pareggio di bilancio" introdotto nella Costituzione con la legge citata nel post.
Tuttavia il ricorso presentato alla consulta non riguardava la legge di revisione costituzionale che ha introdotto il pareggio di bilancio nella Costituzione (mi pareva improbabile che la Corte potesse pronunciarsi sulle leggi di revisione costituzionali ... in quanto esse servono appunto a modificare la Costituzione).

Leggete la sentenza e vi renderete conto:
https://drive.google.com/file/d/0B3VJtb29p-kacEJPclRSUDZZNjQ/view?usp=sharing

3 commenti:

  1. Chi promuove la filosofia del NON VOTO fa il gioco della Casta e del Sistema:
    - che sta facendo di tutto per togliere la possibilità di voto ai cittadini,
    - che, con alcuni mezzi di informazione, sta spingendo l'antipolitica per far sì che a livello elettorale non vi sia alcun cambiamento.
    Per legge se anche solo i candidati andassero a votare per se stessi sarebbero eletti comunque (un paradosso, ma questa è la costituzione italiana e le leggi che governano la democrazia)
    In molti paesi democratici la partecipazione al voto arriva al 30% e nessuno si scandalizza.
    Il sistema VUOLE che coloro che dissentono non votino più perchè così non sono rappresentati nelle stanze del potere, nemmeno in opposizione.....
    Quindi chi vuole veramente un cambiamento deve smetterela di dire "NON ANDIAMO A VOTARE"

    RispondiElimina
  2. Ormai queste inutili e banalissime motivazioni le ho trite e ritrite nelle orecchie. Ho già detto con altri post che è una questione di coscienza (per chi ce l'ha)... poi ognuno decida pure da quale uccello farsi sfondare il culo... il mio lo proteggo a modo mio. Chi vota non fa altro che potenziare la Casta e solo gli idioti non lo hanno ancora compreso.

    RispondiElimina
  3. P.S. Ho pubblicato il tuo commento facendo un'eccezione... in genere discuto con chi si propone con un nome ed un cognome... con chi è trasparente come me... il prossimo commento non lo pubblicherò... padania

    RispondiElimina

Il tuo commento non sarà pubblicato subito ma non appena avrò letto la e-mail che mi notificherà il commento in attesa di moderazione. Grazie della collaborazione