INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

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domenica 16 dicembre 2012

L'importanza delle regole e le opinioni


Ho sempre sostenuto che debbano esistere delle regole in una società di persone con caratteristiche e qualità differenti, e indispensabili ad una crescita florida e collettiva.

In teoria avremmo già delle regole innate dettate dalla nostra coscienza ... che non ci siamo creati da soli ma che abbiamo scoperto di avere da quando abbiamo incominciato a pensare e ad agire.

La nostra coscienza ci condanna o ci approva per ogni cosa pensiamo o facciamo ma, a quanto pare, nel mondo sono pochissimi gli individui che si fanno guidare dalla propria coscienza e si sforzano di addestrarla affinché sia il punto di riferimento nella propria esistenza.

Proprio per tale attitudine assolutamente negativa e predominante del genere umano occorrono delle regole scritte (leggi) ma il punto è:

Chi deve stabilirle ?

Come ho evidenziato in alcuni post in questo Blog le regole nascono da uno scambio di informazioni ed opinioni. Le opinioni sono necessarie PRIMA di stabilire una regola, ovvero servono PER stabilire una regola. Quando una regola esiste già le opinioni non servono a nulla ... se non a modificare la regola. Diversamente la regola, o legge, non servirebbe a nulla. Evitiamo di farle quindi, anche, e soprattutto, perché coloro che stabiliscono regole e leggi in Italia hanno un bel costo ... che deve accollarsi per intero la popolazione soggetta alle regole da loro stabilite.

Vorrei proporvi un'illustrazione filosofica che mi è piaciuta moltissimo, e due opinioni addirittura contrapposte, che ne evidenziano la "morale":
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Un professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, prese un grosso vasetto di marmellata vuoto e cominciò a riempirlo con dei sassi, di circa 3 cm. di diametro.
Una volta fatto chiese agli studenti se il contenitore fosse pieno ed essi risposero di sì.
Allora il Professore tirò fuori una scatola piena di piselli, li versò dentro il vasetto e lo scosse delicatamente. Ovviamente i piselli si infilarono nei vuoti lasciati tra i vari sassi.
Ancora una volta il Professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno ed essi, ancora una volta, dissero di sì.
Allora il Professore tirò fuori una scatola piena di sabbia e la versò dentro il vasetto.Ovviamente la sabbia riempì ogni altro spazio vuoto lasciato e coprì tutto.
Ancora una volta il Professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno e questa volta essi risposero di sì, senza dubbio alcuno.
Allora il Professore tirò fuori, da sotto la scrivania, 2 lattine di birra e le versò completamente dentro il vasetto, inzuppando la sabbia.
Gli studenti risero ."
Ora," disse il Professore non appena svanirono le risate, "voglio che voi capiate che questo vasetto rappresenta la vostra vita.
I sassi sono le cose importanti - la vostra famiglia, i vostri amici, la vostra salute, i vostri figli - le cose per le quali se tutto il resto fosse perso, la vostra vita sarebbe ancora piena.
I piselli sono le altre cose per voi importanti: come il vostro lavoro, la vostra casa, la vostra auto.
La sabbia è tutto il resto......le piccole cose."
"Se mettete dentro il vasetto per prima la sabbia," continuò il Professore "non ci sarebbe spazio per i piselli e per i sassi.
Lo stesso vale per la vostra vita .
Se dedicate tutto il vostro tempo e le vostre energie alle piccole cose, non avrete spazio per le cose che per voi sono importanti. Dedicatevi alle cose che vi rendono felici: giocate con i vostri figli, portate il vostro partner al cinema, uscite con gli amici. Ci sarà sempre tempo per lavorare, pulire la casa, lavare l'auto. Prendetevi cura dei sassi per prima - le cose che veramente contano. Fissate le vostre priorità... il resto è solo sabbia.

Una studentessa allora alzò la mano e chiese al Professore cosa rappresentasse la birra. Il Professore sorrise. "Sono contento che me l'abbia chiesto. Era giusto per dimostrarvi che non importa quanto piena possa essere la vostra vita, perché c'è sempre spazio per un paio di birre."
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A parte il punto sulle birre :-) la MORALE per me non fa una grinza ... è più che condivisibile e mi ha affascinato molto.

Tuttavia esiste anche una morale diversa, che ha evidenziato uno studente al professore e ve la scrivo di seguito:

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"Quando il professore ebbe terminato la sua illuminante spiegazione, uno studente, che aveva preso qualche lezione da Nan-in, alzò la mano e chiese la parola.
Prego." disse il professore. Lo studente si avvicinò alla cattedra e...
Che cosa fece lo studente?
Lo studente prese il barattolo e lo capovolse tentando di vuotarlo. Lo agitò ben bene ma non uscì altro che qualche goccia d'acqua e un po' di sabbia. Quindi disse:"Come questo barattolo, professore, lei è ricolmo delle sue opinioni e congetture.
Il punto non sta nel mettere ma nel togliere.
Se metto le pietre per prime, poi non riuscirò più a toglierne neanche una!
Anzi, se riempo il barattolo come ci ha spiegato lei, non riuscirò a togliere più nulla. La mia mente diventerà come un blocco di cemento, sarò incapace di liberarmi delle vecchie idee per sostituirle con nuove idee, non mi rinnoverò mai più.
E' molto meglio un barattolo vuoto."O per lo meno, se si mette qualcosa in un barattolo è opportuno farlo in modo tale da poterla poi togliere e sostituire con qualcos'altro."
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Bene ! Anche questa MORALE assai differente mi ha colpito, e mi fa pensare che alla fin fine è difficile determinare quale opinione sia migliore di altre.
Quindi le regole dettate da poche persone sortiranno sempre malcontento in molte più altre persone e genereranno sempre uno o pochi responsabili su cui gettare addosso il malcontento, le frustrazioni, le delusioni, etc.

Quando le regole sono determinate da tutti saranno regole che giuste o sbagliate, migliori o peggiori che sembrino o che si dimostreranno essere nel tempo, saranno decise da tutti e gli errori di tutti saranno solo una lezione di vita che aiuterà tutti a migliorarsi e a modificarsi, perché saranno tutti responsabili degli insuccessi o dei successi, senza cercare sempre qualcuno a cui addossare le colpe o attribuire pieni meriti.

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