venerdì 4 dicembre 2009

Un esempio di Democrazia Diretta - Petizione: Le case popolari non si vendono

LE CASE POPOLARI NON SI VENDONO!




I Comuni vendono, da anni, le case popolari e sono convinti di fare bene! L’hanno dichiarato anche il 2 ottobre 2007, a Telelombardia, esponenti del Consiglio comunale di Milano (sia di centro-destra e sia di centro-sinistra).


Ma a mio avviso le case popolari sono, come dice la parola stessa, del popolo o, se vogliamo, per il popolo… o meglio ancora per una parte del popolo che soffre un disagio economico-sociale che ne impedisce lo sviluppo (art. 3 Cost. italiana).


I comuni sono solo gestori delle case del popolo non proprietari, e solo chi è proprietario di una cosa può venderla… non chi la gestisce (se non autorizzato dal proprietario).


Le case popolari sono state istituite con lo scopo di aiutare quelle persone che soffrono un disagio economico-sociale che, a quanto pare, dilaga sempre più ed investe un sempre più crescente numero di persone.


Per questo se i meno abbienti esisteranno sempre è più che ragionevole pensare che dovranno anche esistere, per sempre, le case popolari. Inoltre se il Comune lamenta un eccessivo numero di persone che chiedono alloggi popolari, dovrebbe adottare soluzioni più semplici per disporre un maggior numero di alloggi in tempi più brevi possibile (vista la dichiarata emergenza). Lo sta facendo ?


Come può disporre un maggior numero di alloggi se vende quelli che ha già?... Non è un controsenso vendere alloggi per costruirne altri ? Inoltre, visto che è sempre una questione di soldi, non costa molto di più costruire nuovi alloggi … piuttosto che rendere agibili quelli esistenti, vuoti da decenni perché FORSE inagibili? Perché il Comune non usa i soldi che ha PRIMA per rendere agibili quelli esistenti e POI per costruirne dei nuovi? Potrebbe così disporre PRIMA di molti più alloggi per chi è in lista da ANNI.


Vendendo non aumenterà mai il numero degli alloggi per gli aventi diritto ma, al contrario, aumenterà il numero degli aventi diritto che resteranno senza tetto. E’ ovvio, infatti, che se il Comune vende 100 alloggi abitati, cacciando fuori chi li abita di diritto, avrà sicuramente 100 alloggi in meno e sicuramente 100 aventi diritto all’alloggio popolare che si aggiungeranno agli altri 12.000 in lista d’attesa (alcuni dei quali da decenni). Ci vogliono anni prima che se ne costruiscono dei nuovi ... nel frattempo la gente dove andrà a vivere?


Dietro a questo volantino c’è il testo di una petizione popolare che ogni cittadino può sottoscrivere, se d’accordo con quanto sopra. L’obiettivo è di dichiarare agli amministratori eletti, del Comune di Milano, la volontà dei cittadini “sovrani” che risiedono a Milano (Artt. 1 e 50 della Costituzione italiana). La petizione con le firme sarà consegnata al Sindaco.

Petizione popolare
(Art. 50 della Costituzione italiana)


In virtù degli articoli 114 e segg. della Costituzione italiana sulle autonomie locali, e della Legge di revisione Costituzionale n. 3 del 18/10/2001, che da’ maggiori poteri ai Comuni per legiferare e regolamentare autonomamente, secondo le necessità e le problematiche della cittadinanza locale;


i sottoscrittori della presente petizione, che sostengono quanto espresso a recto, chiedono al Comune di Milano la cessazione immediata della vendita degli alloggi popolari. Questi dovranno tornare ad essere, come in origine, patrimonio del popolo. I Comuni dovranno solo gestire ed assegnare, di volta in volta e secondo i criteri in vigore, gli alloggi popolari alle persone aventi diritto.


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Aggiornamento del post:

Dalle 15.000 richieste di alloggi popolari dell'anno 2007, di cui 13.000 accettate dal Comune di Milano e circa 2.300 assegnazioni, siamo giunti nell'anno 2009 a 30.000 richieste con 2.500 assegnazioni circa.

Bruno Aprile

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