INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

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lunedì 5 dicembre 2011

Strumenti di esercizio della sovranità popolare

Supponiamo di dover svolgere un'attività nel migliore dei modi.
Io, come capirete dall'immagine, uso questi strumenti nell'attività lavorativa che svolgo da oltre 30 anni.
Se notate dall'immagine esistono diversi tipi di cacciavite che si differenziano uno dall'altro per la grandezza delle loro lame.


Ogni cacciavite si adatta meglio a viti di grandezza diversa.
Vi posso assicurare che il cacciavite che uso meno frequentemente è quello con la lama più grande... perché le viti che abitualmente e più frequentemente trovo, nello svolgimento della mia attività lavorativa, non richiedono l'uso del cacciavite più grande. Nondimeno lo porto sempre con me... poiché è a corredo della mia attrezzatura personale. Se dovessi trovare una vite molto grande e non avessi quel cacciavite, non potrei lavorare come vorrei. La mia attività sarebbe limitata.


Siccome mi ritengo un osservatore attento di ciò che avviene nel mondo politico italiano e ritengo che la sola democrazia rappresentativa sia una forma di governo fallimentare ed obsoleta, dove soltanto pochi traggono vantaggi, a spese della popolazione, le obiezioni che più frequentemente ho ascoltato e letto, contro la democrazia diretta sono sostanzialmente due:
  • Una legge non può essere votata con un referendum (legislativo o propositivo che si voglia chiamare) e quindi con un semplice SI ed un semplice NO... perché una legge richiede un attento esame, una discussione ed eventuali modifiche.
  • Non si possono riunire popolazioni intere per discutere una legge, una delibera, un problema, etc. etc.
A parte il fatto che quello che gioca molto nella questione è l'informazione, ovvero come viene data l'informazione alla popolazione e come sono attualmente riconosciute eventuali piattaforme telematiche e virtuali che consentirebbero una maggiore partecipazione a discussioni e votazioni collettive... per collegare il tutto all'illustrazione dei cacciaviti paragonerei il cacciavite più grande al referendum (non importa di che tipo - se abrogativo, propositivo o legislativo, revocativo o revocatorio, confermativo facoltativo o obbligatorio, finanziario, etc.) e le petizioni e le proposte di iniziativa popolare ai cacciaviti più piccoli.


Se ad un buon elettricista occorrono diversi strumenti (cacciaviti di varie misure) per meglio svolgere la sua attività lavorativa... ad un popolo sovrano occorrono diversi strumenti per meglio esercitare la sua sovranità, senza doverli necessariamente usare tutti, come un buon elettricista non usa sempre il cacciavite più robusto o più grande ma lo ha con sé nella borsa o cassetta degli attrezzi.


Gli strumenti di cui dispongono i cittadini NON eletti per partecipare alla politica nazionale e locale sono quelli elencati, oltre che agli artt. 50, 71 comma 2, 75 e 138 della Costituzione italiana (sapientemente raggirati con legge attuativa n. 352/70 dai rappresentanti eletti di destra, di centro e di sinistra) al comma 3 dell'art. 8 del Dlgs 267/00.


A livello nazionale sono:

  • Petizione
  • Proposta di legge di iniziativa popolare
  • Referendum abrogativo di legge ordinaria
  • Referendum confermativo di legge costituzionale o di revisione costituzionale
A livello locale sono:
  • Istanza
  • Petizione
  • Proposta di cittadini singoli o associati
  • Referendum abrogativo, propositivo e consultivo (dove sono stati introdotti e regolamentati negli Statuti comunali, provinciali e regionali)
Il referendum è lo strumento più forte, che a mio avviso serve al popolo per affrontare la "vite" più grossa, ma non è lo strumento a cui si debba per forza ricorrere, e sempre. Può usare più frequentemente petizioni o proposte (se regolamentate in un certo modo)... il referendum è il cacciavite che, anche se non usato spesso, è comunque a disposizione nel caso in cui ci si trovasse alle prese con una vite grossa (rappresentanti che fanno i furbi). Se non ha quello strumento non potrà esercitare al meglio la sovranità che gli appartiene (pretendere leggi più giuste).

Per quanto riguarda invece i modi per coinvolgere i cittadini alle discussioni su qualsiasi problematica sembra che noi italiani (meglio dire chi ci rappresenta e ci comanda da 63 anni) sembriamo ritenerci più furbi di altri, anche se i fatti non lo dimostrano.
  • 400 anni fa, nel Nord america, nacquero delle forme di partecipazione popolare, Town-meeting, che coinvolgevano molte persone nelle discussioni di carattere politico, e queste forme, modernizzate oggi dai computer, coinvolgono tuttora migliaia di persone. Un esempio lo possiamo vedere in questo filmato, che usa lo stesso metodo dei Town-meeting statunitensi, che si è svolto recentemente a Ferrara.  Un recente raduno del genere si tenne dopo l'attentato del settembre 2001, dove circa 5.000 cittadini si radunarono per decidere assieme all'amministrazione le modalità di ricostruzione dell'area colpita dal disastro.
  • Agli inizi del 1990, i cittadini del comune di Chelsea (Massacussetts), che allora erano 28.000, hanno discusso e redatto, assieme, il loro Statuto comunale con metodi del genere.
  • Nel 1989 i cittadini di Porto Alegre - Brasile (che conta oltre 1.400.000 abitanti), con metodi del genere, hanno ottenuto il diritto di decidere come spendere il 10% delle entrate comunali (bilancio partecipato o partecipativo) e attualmente sono giunti a decidere come spendere il 25% di tali entrate.
  • Attualmente in Islanda (320.000 abitanti) i cittadini stanno scrivendo la loro Costituzione con l'ausilio di Internet.
Quindi (fate pure tutte le ricerche che volete) le scontate motivazioni espresse dai politici (e loro servi) non stanno in piedi... se ci fosse la volontà di affrontare SERIAMENTE le obiezioni più frequenti citate sopra.


Migliorare la democrazia si può, e si deve, anche in Italia !

Abbiamo delle basi costituzionali che ce lo permettono, (artt. IX disp. trans. e finali Cost.; art. 5 Cost.; artt. 50, 71, 75, 102138, 114, 117, 118 e 123 Cost.), delle basi legislative che ce lo permettono a livello locale (Dlgs 267/00 artt. 8 e 70), ed è a livello locale che si può e si deve iniziare; abbiamo degli esempi reali in altre parti del mondo (Svizzera, 27 stati degli USA, Liechtenstein, Baviera, ma anche Brasile, Bolivia, Venezuela) quindi:

Non ci sono attenuanti  più per nessuno (fra eletti ed elettori) se la democrazia in Italia deve essere migliorata lo si può fare solo riconoscendo ed attuando la Democrazia Diretta, che deve essere capita per quella che è (e non per come la intendono o descrivono coloro che hanno interesse che nulla cambi).

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