INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

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ALL'INTERNO DI MOLTI POST CI SONO DEI COLLEGAMENTI IPERTESTUALI CHE RIMANDANO AD ALTRI POST O FONTI - SONO RICONOSCIBILI DAL COLORE DEL CARATTERE BLU IN GRASSETTO

martedì 7 febbraio 2012

Lezione elementare - come trasformare l'Italia



Diventerò sempre più antipatico a molti ma ormai ho scelto di fare l'antipatico e vado avanti.


E' necessario trovare la gente giusta per il cambiamento perché i furbi e i pusillanimi (o ipocriti) non saranno di alcun aiuto.... anzi... tutt'altro.


Alla ricerca delle persone giuste quindi riassumo e riformulo:


Partendo da un punto che accomuna sicuramente il 40% degli aventi diritto che non votano più alle elezioni dei rappresentanti perché hanno capito cosa sono i partiti e cosa vogliono la maggior parte di coloro che fanno politica in Italia all'interno del sistema rappresentativo, vediamo cosa potrebbe fare il popolo per diventare realmente sovrano... per trasformare quindi questa pseudo-democrazia in una vera democrazia.


A livello nazionale i cittadini ELETTORI possono partecipare alla politica attraverso:

  • Petizioni (art. 50 Cost.)
  • Presentazione di proposte di legge popolare (art. 71 Cost.)
  • Referendum abrogativo di legge ordinaria (art. 75 Cost.)
  • Referendum confermativo di legge costituzionale (art. 138 Cost.)
Con la Legge 352/70 che ha attuato i suddetti diritti/principi costituzionali, escluso il primo (ancora inattuato), il parlamentume italico ha totalmente impedito al popolo sovrano (sulla carta) l'utilizzo di tali diritti o, se preferiamo, ha stabilito come e quando il popolo può utilizzare tali strumenti.

Quello che il parlamentume italico non ha fatto a livello nazionale lo ha demandato agli amministratori comunali, con il Dlgs 267/00, come deducibile all'art. 8 di tale Legge.

Infatti al comma 3 del suddetto articolo leggiamo:

Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonche' procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.

RIEPILOGO:
Quello che a livello nazionale non è stato finora proficuo per il popolo attivo, vuoi per gli ostacoli posti dal parlamentume italico (che nessuno pensa di dover rimuovere) o vuoi per quanto non sia ancora stato regolamentato in maniera chiara, si presenta a livello comunale di più facile realizzazione... perché una legge CHIARA prevede alcune azioni popolari in maniera più dettagliata.
Si può affrontare il "nemico" sia in campo nazionale ma ancor meglio in campo locale.

Alcuni Comuni hanno introdotto alcuni Referendum (abrogativo, propositivo e consultivo) fra cui alcuni non vincolanti (consultivo e in certi casi anche il propositivo) negli Statuti, ma che non sono ancora utilizzabili in moltissimi casi perché mancano i relativi Regolamenti richiamati dagli Statuti, mentre in altri casi sono scarsamente accessibili a causa dei paletti introdotti assieme ai referendum e quant'altro.

Cosa possono fare i cittadini per fare in modo che:
  •  le amministrazioni comunali rendano utilizzabili gli strumenti di cui al comma 3 art. 8 Dlgs 267/00 introdotti negli statuti ? attraverso i regolamenti non ancora disponibili ?
  • le amministrazioni comunali inseriscano referendum diversi da quelli finora introdotti e decisamente vincolanti per l'amministrazione ?
  • le amministrazioni rendano più accessibili gli strumenti già introdotti e regolamentati ?
Se il comma 3 dell'art. 8 del Dlgs 267/00 è scritto in italiano, ed anche in maniera elementare, i cittadini possono rivolgere all'amministrazione: istanze, petizioni e proposte, che DEVONO avere un riscontro (garanzie per il loro tempestivo esame - comma 3 art. 8 Dlgs 267/00) per chiedere, segnalare, proporre.

ULTERIORE RIEPILOGO:

Se non si vuole ricorrere ad una rivoluzione violenta, e seguire la legge attualmente in vigore, i passi da fare in ordine progressivo sono questi (semplicissimi da capire ma difficili da realizzare per la PASSIVITA' e l'indifferenza dei cittadini che potrebbero/dovrebbero partecipare di DIRITTO):

  • Si presenta un'istanza all'amministrazione (indirizzata al sindaco, ad esempio) con cui si chiede o si fa presente qualsiasi cosa che riguardi la collettività (richiesta del regolamento se non esiste ancora, richiesta di ridurre il numero di firme per qualsiasi strumento previsto nello Statuto comunale e regolamentato, richiesta di introdurre  referendum diversi da quelli già introdotti nello Statuto comunale, etc. etc., etc.)
  • Se l'amministrazione non risponde si può ricorrere a quanto previsto all'art. 70 del Dlgs 267/00 (v. nota in calce)o tramite il Prefetto o tramite il Tribunale ordinario.
Se l'istanza riceve una risposta poco esaustiva si può proporre poi una petizione sottoscritta dal  numero di elettori richiesto, se la petizione è regolamentata (v. cosa dice lo Statuto comunale al riguardo) ed anche questa deve avere un riscontro... diversamente... art. 70 Dlgs 267/00. In alternativa alla petizione si può presentare all'amministrazione una proposta (anziché chiedere, con una petizione, si propone) che deve anch'essa avere un riscontro... diversamente... art. 70 Dlgs 267/00.

Chi può fare tutto questo ?

I cittadini singoli o associati ! (comma 3 art. 8 Dlgs 267/00).

 
ITALIANI ! ...
Non vi piace questo metodo stabilito dalla legge ?

Allora lamentatevi come sempre; andate a Roma a perdere ancora altro tempo ed energie sventolando bandiere di partito e urlando che volete lavoro, casa, giustizia, etc., inutilmente; create 1000 blog e gruppi su Facebook con cui lamentate sempre le stesse cose; votate il meno peggio con la speranza che raggiunga una maggioranza schiacciante per fare una buona politica e buone leggi; create partiti, movimenti e liste civiche a non finire, fate come cazzo volete... 

ma NON AZZARDATEVI MAI A FARE quello che POTRESTE CHIARAMENTE FARE !  GUAI se si dovessero creare dei precedenti che vi permetterebbero di capire come poter procedere in un immediato futuro !
Meglio vivere nel dubbio, nelle supposizioni, etc. etc. etc. tanto di tempo ce n'è prima di andare a picco definitivamente (forse un paio di anni ? tre ?)

Sono diventato ancora più antipatico ?... pazienza... sto facendo del mio meglio per vedere qualche piccolo cambiamento prima di morire... ho già superato da un pezzo la mezza età e di speranze ne vedo ben poche.

Nota:
Articolo 70 Dlgs 267/00
Azione popolare
1. La decadenza dalla carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale puo' essere promossa in prima istanza da qualsiasi cittadino elettore del comune, o da chiunque altro vi abbia interesse davanti al tribunale civile, con ricorso da notificare all'amministratore ovvero agli amministratori interessati, nonche' al sindaco o al presidente della provincia.
2. L'azione puo' essere promossa anche dal prefetto.
3. Per tali giudizi si osservano le norme di procedura ed i termini stabiliti dall'articolo 82 del decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570.
4. Contro la sentenza del Tribunale, sono ammesse le impugnazioni ed i ricorsi previsti dagli articoli 82/2 e 82/3 del decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570.

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Video correlato: Partecipazione popolare 


2 commenti:

  1. Ciao Bruno, sono Lucio Sanna e vorrei parlarti ma non ho il tuo cellulare, mi potresti chiamare al mio che poi ti richiamo io? Grazie 335 7716441

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